“Veloce come il vento” di Rovere – Recensione

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Veloce come il vento

Jacopo Mancini per Diario di Vic

Una grande prova per il cinema italiano

“Veloce come il vento” è un film di Matteo Rovere con Matilda De Angelis e Stefano Accorsi, prodotto da Domenico Procacci.

Racconta la storia di Giulia De Martino, una ragazza di 17 anni che corre nel campionato automobilistico italiano GT. La sua guida, il padre Mario, ha improvvisamente un infarto durante una gara. Al funerale ecco arrivare il fratello maggiore, Loris, un tempo pilota di talento, adesso tossicodipendente lontanissimo dalla famiglia. Le strade di Loris e Giulia si incrociano, nel bene e nel male, fino a quando il fratello diventa allenatore della ragazza.

Non ho mai amato le corse automobilistiche, un elemento che potrebbe tenere distanti molti spettatori dal cinema. E sarebbe accaduto anche nel mio caso, se non avessi dato fiducia al film.

Ebbene, “Veloce come il vento” è veramente un grande film. E non occorre essere appassionati di auto per avvertire il piacere della visione.

La regia è davvero potente, i due attori estremamente convincenti; la fotografia, il montaggio e tutti gli altri reparti sono all’altezza della situazione.

È vero: ci sono alcuni problemi nelle scelte di sceneggiatura; le scene di inseguimento nella città, per esempio, appaiono un po’ forzate. Eppure non possiamo permetterci, solo per questo, di prendere le distanze da un’opera che per il resto è ottima.

Il ritmo è decisamente piacevole, la musica sostiene i tempi della narrazione, l’estetica visiva è funzionale al racconto. Il linguaggio di Rovere intrattiene e coinvolge, regalando al pubblico puro spettacolo. Il regista si sa muovere egregiamente sia quando mostra le corse in pista, ricche di adrenalina, sia quando osserva le sottili dinamiche emotive che si sviluppano tra i personaggi nelle scene di vita quotidiana: queste due dimensioni del racconto si intrecciano perfettamente tra loro.

“Veloce come il vento” è una prova di elevato spessore. Per realizzare un film di questo tipo ci vogliono altissime capacità, ci vuole proprietà di linguaggio e una notevole maestria, da tutti i punti di vista.

Si esce contenti dal cinema, perché questa opera fa ben sperare per il futuro delle persone che hanno lavorato al film: credo proprio che ci trasmetteranno ancora emozioni e soddisfazioni davvero importanti. E dunque complimenti a Rovere, un regista giovane, coraggioso e bravissimo, complimenti agli interpreti, complimenti a tutti.

È questo il cinema di cui dobbiamo gioire e andare orgogliosi.

Da non perdere.

Il Link al mirror della recensione su MyMovies

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