Surplus Export Germania oltre i limiti! Cosa rischia Berlino e l’Europa?

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Il surplus Export Germania: il surplus commerciale della Germania sfonda per un altro anno il tetto del 6% e si ferma al 7%. Tensione con Bruxelles. Come fare?

I trattati europei sono tanti e regolano le materie più disparate. In ambito economico quello più noto è il trattato di Maastricht che impone, tra le altre cose, il rispetto del deficit/PIL (la spesa senza coperture in rapporto percentuale al prodotto interno lordo) entro il limite del 3%. Un altro punto che però i tedeschi ricordano poche volte è il limite dei surplus e dei deficit commerciali.

Essendo l’euro una moneta unica che varia tenendo conto delle esportazioni verso l’extra UE di tutti i Paesi, così come le importazioni, per tenere un valore adeguato l’Europa ha imposto limiti precisi ai Paesi.

In particolare, un Paese non può avere la bilancia commerciale con l’estero in attivo per più del 6% del PIL e avere un deficit oltre il 5%.

La Germania è dal 2007 che supera questo limite ma, benché con alcuni anni di ritardo sia arrivato il richiamo ufficiale e il rischio infrazione UE, da Berlino nicchiano sul da farsi.

Il Sole24Ore titolava nel 2013: Export Germania, la Ue apre l’indagine: «Surplus blocca la ripresa dell’Eurozona».

L’ANSA invece: Mercoledì Ue decide su surplus Germania, no sanzioni – Lancio indagine approfondita per raccomandare rimedio squilibri

BRUXELLES – Il surplus commerciale della Germania finisce per la prima volta nel mirino della Ue: la Commissione europea mercoledì potrebbe lanciare “un’indagine approfondita” sull’economia tedesca, per poi raccomandare la prossima primavera le misure per rimediare a tale “squilibrio”. [..] Benché le regole europee non prevedono sanzioni per i surplus, la mossa di Bruxelles è destinata ad aprire un forte dibattito [..] in Europa.

Il boom dell’export tedesco ha innescato nelle settimane scorse un’aspra polemica con l’amministrazione Obama, e anche il Fondo Monetario Internazionale ha chiesto al governo di Angela Merkel di ridurre il surplus commerciale a un “livello appropriato” [..]. Provocando la reazione di Berlino [..]: “incomprensibili le critiche americane”, [..] è “il risultato della forte competitività”.

Si difendono tutt’oggi dicendo che loro hanno ottenuto livelli di produttività elevati facendo sacrifici, quindi è corretto esportino tanto (più probabilmente però, è merito dell’euro). Nessuno fa loro presente che possono esportare quanto vogliono, ma più esportano, più sono tenuti ad importare.

Saldo complessivo cumulato dell'export

Saldo complessivo cumulato dell’export

 

Il saldo della bilancia commerciale è molto semplice da fare:

Esportazioni-Importazioni. Fine.

Poi il risultato si divide per il PIL. Se il risultato è superiore a 0,06 (6%), allora scatta l’allarme. Quindi basterebbe che Berlino importasse più merci. Non solo: col prezzo del petrolio a picco, il surplus commerciale tedesco crescerà ancora.

Quello che anche Stati Uniti e FMI internazionale hanno chiesto alla Cancelliera di fare era che la Germania facesse politiche a favore dei redditi medi e bassi, così che aumentasse l’import e diminuisse la pressione rialzista esercitata sull’euro. Ma non hanno ricevuto risposta. Nel 2014 sono scattati i 7 anni di surplus al 7% consecutivo.

La Confindustria, che soffre di un euro troppo forte e della posizione tedesca, non ci è andato per il sottile: li definisce livelli insostenibili, che generano una perdita di benessere per tutti. Non è una locomotiva, continuano: la locomotiva traina, loro vanno al traino!

Il Sole24Ore riporta tutte le lagne (legittime) del Centro Studi a metà gennaio 2015, ma è solo l’ultimo di una lunga lista di j’accuse lanciati da mezza europa. Già un anno prima Il Fatto Quotidiano ne studiava gli effetti.

Surplus commerciale tedesco

Surplus commerciale tedesco

Quindi, come possono i tedeschi risolvere questa situazione?

Importando più merci, scontando un poco di inflazione e, magari, perdendo un po’ di competitività.

Importando più merci?

Sì, perché il surplus tiene conto delle importazioni. Se la Germania importasse più merci potrebbe, da una parte abbassare il valore dell’euro, e importando dai partner europei darebbe loro ossigeno.

Scontando un poco di inflazione?

Sì, perché il problema che sta alla base anche del surplus è l’inflazione. Il surplus commerciale eccessivo è un risultato, non è una causa. La causa è stata la differente dinamica dell’inflazione tra i Paesi, che ha consentito alla Germania di ottenere un vantaggio competitivo indebito sui suoi alleati e Paesi cofondatori dell’Europa, di fatto tirandogli una suola. Le leggi europee prevedevano coordinamento ( e prevedono ancora) sulle riforme del mercato del lavoro, per armonizzarlo, e la Germania si è mossa in anticipo smarcandosi con le riforme Hartz, che hanno abbassato gli stipendi, precarizzato il lavoro e quindi fermato i consumi. Ma sono scemi, direte voi. Nient’affatto. I consumi fermi hanno fatto sì che non ci fosse inflazione, mentre altrove in Europa correva spedita (vedi: Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo.. un caso siano i Paesi in crisi?). Quindi in pochi anni hanno guadagnato sui costi rispetto agli altri Paesi e hanno potuto fare dumping. Per farla breve: una Volkswagen fatta a Wolfsburg dovrebbe costare quasi il doppio di quel che costa realmente, se ci fosse stata una vera dinamica dei prezzi con monete separate. A quel punto, prima di comprare tedesco, ci penseresti due volte.

Movimenti del costo del lavoro in ogni Paese UE

Movimenti del costo del lavoro (causa inflazione)

La Germania può però recuperare i danni che ha fatto facendo scontare un po’ di inflazione – ed è quello che la BCE con Draghi cerca di fare (e difatti Jens Weidmann, direttore Bundesbank, banca centrale tedesca, teme per i risparmi dei tedeschi, che sarebbero erosi dall’inflazione). Sopportando più inflazione rispetto agli altri Paesi europei, dovrebbe alzare la paga minima, iniziare a far marciare i consumi, far ripartire l’import. In poche parole: la Germania esporta tanto perché al suo interno vende poco, visto che la gente non compra. I discorsi della BCE che dicono che i tedeschi sono meno ricchi degli italiani sono in parte veri.

Perdendo un po’ di competitività?

Eh, sì. Non toccate la competitività ai tedeschi, dicono. Ma devono rinunciarvi se vogliono tenere l’europa unita. Si sono avvantaggiati sulle spalle degli altri, e ora è giusto che con un po’ di inflazione “perdano” competitività. Cioè, molto semplicemente, i lavoratori tedeschi devono guadagnare di più. È questo quello che non va giù agli industriali di Monaco di Baviera o Berlino, molto forti e vicini al Bundestag, e che saranno tenuti a fare prima o poi. Altrimenti salterà la moneta unica, torneranno col marco e subiranno perdite ben più consistenti. Perché una Volkswagen Polo base a 30mila euro non la vuole nessuno.

Qui sotto, per i curiosi, è riportato l’andamento dell’inflazione in Europa:

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