Sanzioni Russia: Tsipras non mette alcun veto e il rublo crolla

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Nuove sanzioni Russia!

Il consiglio europeo ha deciso di prorogare fino a settembre le sanzioni economiche alla Russia di Putin per la questione della Crimea, invasa dalle truppe sovietiche in aiuto delle fazioni separatiste.

Recentemente, dopo l’insediamento del governo Tsipras ad Atene, la Grecia si era dichiarata contraria a porre nuove sanzioni e prorogare le precedenti verso la Federazione. La questione poteva essere molto spinosa, perché i trattati europei prevedono e richiedono l’unanimità in caso di sanzioni economiche. La Grecia aveva quindi potere di veto, molto inviso ai tedeschi e alla Merkel in particolare.

Donald Tusk, presidente del consiglio europeo, ritenuto molto vicino alla Merkel, si era espresso in precedenza in toni molto duri, già riportati in questo articolo: qui.

Presidente del Consiglio Europeo, Tusk

Presidente del Consiglio Europeo Tusk

«È tempo di rafforzare la nostra politica basata sui freddi fatti, non sulle illusioni»

Tsipras aveva continuato a far intendere che un blocco delle sanzioni era probabile; aveva incontrato l’ambasciatore russo, quello cinese, e le dichiarazioni sembravano puntare ad un ripensamento sulla questione, cercando sponde anche in Paesi come Francia e Austria che avevano rinunciato a molti affari con il blocco del commercio estero. Inoltre, anche Federica Mogherini, Lady Pesc, alto rappresentante dell’Unione presso gli altri Stati era stata abbastanza chiara nel preferire una linea più morbida e di dialogo rispetto ad una di blocco ed embargo.

Addirittura, Obama aveva citofonato alla Merkel per sapere che stesse succedendo.

Tuttavia non c’è stata alcuna sorpresa o frenata improvvisa: l’Unione ha approvato la proroga delle sanzioni all’unanimità; il delegato greco non ha avuto niente a che ridire e non ha battuto ciglio.

Sanzioni Russia

Vladimir Putin

Vladimir Putin

La notizia è subito rimbalzata a Mosca, dove Putin, probabilmente già a conoscenza delle intenzioni greche prima della votazione, ha ufficializzato un taglio a sorpresa del tasso ufficiale di sconto della Banca Centrale, portandolo dal 17% al 15%. Come immediata conseguenza, il rublo ha perso sul dollaro, salendo a quota 70. I mercati sono stati di nuovo presi contropiede e hanno reagito malamente.

 

Spiegazione monetaria: “quota 70” significa che per comprare un dollaro servono 70 rubli, ora. Prima ne servivano meno. Abbassando i tassi ufficiali di sconto dal 17 al 15%, e quindi abbassando i rendimenti, le persone hanno portato via soldi dalla Russia (ci guadagnano meno). Questo ha aumentato i “vendi” sul rublo, che ha perso valore. Nel grafico di sotto, più il valore resta basso, più il rublo è forte. Più sale, più si indebolisce rispetto al dollaro.

 

Andamento:

 

 

 

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