Rapporto OPEC shock: il petrolio potrebbe non tornare più a 100 dollari al barile.

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Rapporto OPEC shock: il petrolio potrebbe non tornare più a 100 dollari al barile.

Parrebbe, dal documento rilasciato dall’OPEC, che il petrolio non tornerebbe più a 100 dollari al barile. Dicono, i documenti “rubati”, che al massimo si arriverà a 76$ nel 2025.

Le indiscrezioni, pubblicate dal Wall Street Journal, vedrebbero il documento presentare vari scenari, tra cui uno con il barile a 40$, una scossa lungo le schiena di tutti i Paesi esportatori. Secondo i calcoli del Fondo Monetario Internazionale solamente il Qatar e il Kuwait riuscirebbero a tenere il bilancio in piedi, senza intaccare le spese sociali. Tutti gli altri, dall’Arabia Saudita fino al Venezuela, farebbero un tonfo non indifferente. La maggior parte dei Paesi esportatori (mentre si intasca come élite una fetta sostanziosa dei ricavi) investe una parte dei surplus petroliferi in welfare sociale, cioè in sanità, giustizia, sicurezza, infrastrutture. Per esempio, in Kuwait e Qatar le tasse sono minime, proprio grazie alle enormi entrate petrolifere e la popolazione esigua.
Tutte queste cose sarebbero ridimensionate: le facili conseguenze sarebbero rivolte sociali (come in Iran di recente) per un’equa ridistribuzione della ricchezza. Quindi l’OPEC vede come fumo negli occhi un prezzo del petrolio troppo “basso” per le loro necessità.

Inoltre incombe la minaccia (per loro) dell’Iran, visto che è molto tempo che chiede più libertà per la sua industria petrolife, contingentata da embarghi e sanzioni, la NIOC (National Iranian Oil Company), una delle più grandi al mondo. Fosse lasciata libera di agire, immetterebbe sul mercato una quantità enorme di greggio, facendo abbassare il costo del barile.

Impianto di raffinazione Eni

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Hanno tirato troppo a lungo la corda o è una tattica?

I casi sono due: o l’OPEC è veramente preoccupata per le aspettative sul barile, dopo un periodo felice oltre i 100$/bb, minacciata dalle azioni contro il cambiamento climatico, che hanno messo nel mirino i combustibili fossili (vedi: Toyota Mirai, auto a idrogeno, vedi:Tesla Model S, auto a batterie), in una traiettoria oramai segnata

L’ultima battaglia: vedi qui articolo sulle energie fossili e rinnovabili

oppure, molto semplicemente, l’OPEC ha fatto trapelare un documento “riservato” per spingere le imprese a fare investimenti energicamente dispendiosi, erroneamente convinti da previsioni sul petrolio basso che poi risalirebbe nei prossimi anni, bloccato dalle immobilizzazioni e investimenti, consentendo agli esportatori una nuova rendita di posizione sulla vecchia rendita di posizione.

Quel che è sicuro è che il petrolio, e l’OPEC, non ha più il potere che aveva prima.

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