Putin Tsipras, la love story che mette sotto scacco l’Europa

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Putin Tsipras ? «È tempo di rafforzare la nostra politica basata sui freddi fatti, non sulle illusioni».

Sono queste le parole di Donald Tusk primo ministro della Polonia dal 2007 al 2014 e intimo alleato (ora si dice così) della Merkel. Il tema è uno tra i più scottanti (anche economicamente parlando): le sanzioni alla Russia. La questione è se prorogarle fino a dicembre o smettere prima. Il loro rinnovo non è automatico, le regole prevedono l’unanimità e i malumori a riguardo sono molti.

A partire dalle parole dell’alto rappresentante dell’UE, l’equivalente del ministro degli esteri dell’unione, Federica Mogherini, che si è spesa per una linea più morbida sulle sanzioni. Ma c’è anche la Francia, che ha mandato in fumo un miliardo di commesse militari, c’è l’Austria, Bulgaria e Slovacchia, preoccupate di rimanere senza combustibili per riscaldare le case. Ed ecco che allora, l’Orso russo, fa la sua mossa e mette sotto scacco il Consiglio.

Succede che la Russia..

Succede che la Russia soffre da morire le sanzioni internazionali. Ne ho parlato qui, qui e qui.
Tra un barile che cala e dimezza le sue entrate, le sanzioni che la isolano dall’occidente, l’economia sprofonda in una recessione istantanea ed estremamente violenta. Una riapertura dei canali commerciali aiuterebbe non poco Mosca in questa fase complessa, determinata com’è a tenersi la Crimea per sé. Inoltre in Ucraina continuano gli scontri violenti tra separatisti e forze di Kiev.

Succede che la Grecia..

Tsipras ha dichiarato che nuove sanzioni alla Russia non avrebbero effetti buoni

Tsipras ha dichiarato che nuove sanzioni alla Russia non avrebbero effetti buoni

Succede che la Grecia vuole mandare a casa la Troika, che invece non ci pensa nemmeno da lontano.
La Troika rappresenta Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea, che vogliono che la Grecia continui nella sua cura dimagrante che l’ha portata alla fame e a un’economia moribonda, seppellita dal debito. Tsipras, appena eletto, non ci sta e promette battaglia,

anche a costo di fare default. I mercati però non si sono spaventati più di tanto, tant’è che hanno continuato a crescere e probabilmente aspettano e scommettono sulle prime mosse.

E le prime mosse ci sono state: Tsipras ha incontrato l’ambasciatore russo e l’ambasciatore cinese.

L’ambasciatore russo gli ha consegnato una lettera direttamente da Putin, l’ambasciatore cinese, con cui si è incontrato in un secondo momento, ha portato gli omaggi della Cina.

Quando è circolata la notizia, a Bruxelles si sono gelati. Serpeggia la paura, e la Merkel ha ricevuto una telefonata da Obama. Perché tutto questo clamore?

Il gioco di Putin

Putin ha fatto la sua mossa e tiene sotto scacco l'UE

Putin ha fatto la sua mossa e tiene sotto scacco l’UE

Succede che, se Russia e Cina si impegnassero a far fronte al debito greco (tutto sommato contenuto anche solo per un Paese come la Cina) per salvarlo dal default, Atene potrebbe impegnarsi a fungere da grimaldello su cui fare forza per levare le sanzioni alla Russia (serve l’unanimità per applicarle) e potrebbe farsi ambasciatrice degli interessi orientali presso l’Unione. Uno scenario che aprirebbe la strada a grandi colpi di scena:

  • l’uscita della Troika dalla Grecia
  • la reazione molto netta dei mercati
  • uno stop alle sanzioni alla Russia
  • una risalita del rublo
  • una maggior accondiscendenza verso il commercio con la Cina
  • una gatta da pelare per gli USA

Già Tsipras aveva fatto l’occhiolino a Putin, dichiarando che altre sanzioni alla Russia erano dannose. E Putin ha subito colto l’occasione per fare la sua mossa. Tempo. Ora sta all’Europa.

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