PT1 – Mediaset Vivendi, si muove la procura. Bolloré scopre le carte. Berlusconi analizza.

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Vivendi ha sborsato 1,2 miliardi di euro giusto nella campagna Mediaset, Credit Suisse lancia l’allarme: il titolo vale troppo per com’è messa ora Vivendi. Al bretone salgono i brividi lungo la schiena: conviene trovare un accordo con Mediaset, che però non ne vuole sapere – ufficialmente – di aprire un negoziato. Dall’altra parte, sempre Vivendi, ha un piede in Telecom e l’Autorità osserva da vicino gli sviluppi. Si dice che una banca d’affari famosa, francese, abbia liquidato il suo pacchetto azionario in Mediaset: che lo abbia venduto proprio a Bolloré?

In ogni modo, la procura indaga i francesi per forti sospetti: Vivendi ha fatto naufragare l’operazione Mediaset Premium (per cui Berlu chiede 2 miliardi di danni) per affossare il valore azionario del Biscione e quindi approfittare della situazione per iniziare la scalata ostile. Solo che sembra, oramai, che a Parigi abbiano esaurito il carburante e quindi Bolloré tende misericordioso la mano.

 

 

 

Vivendi: Credit Suisse vede rischi, incerti piani su Telecom e Mediaset

Banca d’affari abbassa target price

Vivendi: Credit Suisse vede rischi, incerti piani su Telecom e Mediaset

Vincent Bolloré

Rischi dai nuovi investimenti, compresi quelli portati avanti in Mediaset e Telecom Italia, e dalle prospettive degli asset core, in particolare dal nuovo piano tariffario di Canal Plus, la pay-tv francese. In un lungo report, Credit Suisse analizza il business di Vivendi rilevando alcune contraddizioni, “strategie incerte” e una “valutazione di mercato attualmente troppo alta”, che non tiene conto dei “rischi potenziali” e delle “limitate sinergie tra i nuovi investimenti con gli asset al centro del gruppo”.

Il target price viene rivisto a 16,6 euro (il titolo oggi è in calo e scambia a circa a 18 euro) con rischi al ribasso: per quanto riguarda gli investimenti in Italia, Credit Suisse ritiene “incerto” l’esito della querelle iniziata con Mediaset su Premium, e in tutti gli scenari possibili ci sono “svantaggi” per Vivendi, sia che il Tribunale, dopo la denuncia di Mediaset, ordini di completare il deal su Premium come era alle origini, sia che non lo imponga, in quanto Vivendi sarebbe comunque obbligata a pagare dei danni al gruppo di Cologno Monzese.

 La battaglia legale è vista poi come un “possibile ostacolo” al raggiungimento di un accordo tra le parti.

Credit Suisse, oltre tutto, ritiene che ci siano “limitate potenziali sinergie tra un produttore di contenuti come Vivendi e gli operatori tlc“. Di conseguenza, “sono limitati i vantaggi dalla quota che possiede in Telecom Italia”, a oggi circa il 23,9%.

Il gruppo ha dichiarato che le partnership con le telco “servono a espandere la distribuzione di contenuti, ma a novembre lo stesso ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, ha affermato detto che il gruppo non è interessato a ristabilirsi nel settore perché la società ci ha provato in passato ma ha francamente fallito”.

L’investimento in Telecom “è in linea con la strategia di Vivendi di concentrarsi sul Sud Europa e faciliterà la distribuzione di contenuti. Tuttavia – dice ancora Credit Suisse – il gruppo francese ha dato pochi dettagli su come la quota in Telecom potrà portare benefici al core business. A nostro avviso, l’acquisizione di Mediaset Premium avrebbe fornito più opportunità di sinergie”.

Borsa: si riaccende Mediaset(+5,4%), attesa per mosse Vivendi

Radiocor – Trattato 2,4% del capitale. Rimbalza anche Telecom (+2,2%) (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 11 gen – Torna a infiammarsi il titolo Mediaset a Piazza Affari. Dopo un paio di settimane di sostanziale calma sul listino, le azioni del gruppo di Cologno Monzese sono scattate al rialzo sulle nuove ipotesi – rilanciate da Bloomberg – circa le mosse che Vivendi e il suo presidente Vincent Bollore’ abbiano all’esame per definire il riassetto del gruppo televisivo italiano: allo studio ci sarebbe una possibile offerta alla Fininvest della famiglia Berlusconi che coinvolgerebbe azioni della stessa Vivendi e che potrebbe portare la holding nel capitale della compagnia media francese. L’indiscrezione ha fatto scattare le azioni Mediaset fino a sfiorare un rialzo del 9%, e un prezzo di 4,5 euro, per poi chiudere le contrattazioni a 4,362 euro (+5,9%): scambiato circa il 2,4% del capitale.

Gli scenari ipotizzati dunque puntano piu’ su un riassetto di Mediaset che passi da un accordo e da qualche forma di scambio tra i due soci principali (Fininvest con il 38%, Vivendi con il 28,8%) piu’ che su un’opa ostile francese ma gli operatori comunque “vedono” un’operazione sul mercato e quindi sono tornati a scommettere sul titolo. Non solo, la convinzione e’ che la soluzione del dossier Mediaset avra’ effetti anche su Telecom Italia con il titolo del gruppo tlc e’ rimbalzato del 2,2% oggi dopo qualche settimana sottotono

L’Autorita’ garante delle comunicazioni, il cui consiglio tornera’ a riunirsi domani con un ordine del giorno che non prevede delibere sul caso Mediaset, ha aperto un’istruttoria per verificare la possibile violazione delle norme sulla concentrazione tra tlc e media e su queste basi gli operatori ritengono difficile che Vivendi possa mantenere o rafforzare la posizione in Mediaset senza passi indietro in Telecom. ‘Gia’ si sta ragionando su accordi che potrebbe siglare Bollore’ per cedere il 24% di Telecom Italia’, ha commentato un trader. In cima alla lista c’e’ la la francese Orange, se non altro perche’ Stephane Richard, numero uno del gruppo transalpino, ha manifestato piu’ volte interesse per la compagnia guidata da Flavio Cattaneo

Intanto, mentre dal punto di vista industriale si guarda al piano triennale Mediaset della prossima settimana, procede l’inchiesta aperta a dicembre dalla procura di Milano a seguito della denuncia presentata da Fininvest per manipolazione del mercato nei confronti di Vivendi. Ieri i pm milanesi titolari del fascicolo Fabio De Pasquale e Stefano Civardi hanno ascoltato Tarak Ben Ammar (consigliere di Vivendi e di Telecom Italia oltre che da tempo vicino a Silvio Berlusconi) come persona informata dei fatti soprattutto per il ruolo di mediazione avuto nell’accordo siglato ad aprile su Mediaset Premium: e’ probabile che il finanziere venga prossimamente risentito e che i pubblici ministeri chiamino anche il presidente di Vivendi, Bollore’

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