I problemi dell’UE, finalmente è palese, vengono dal Nord Europa

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Ok, a parte che l’OCSE certifica che gli olandesi bevano più degli italiani e dei greci – per non parlare di quanto bevano tedeschi&co), la vicenda dai tratti grotteschi serve a dimostrare per l’ennesima volta che, se l’Europa va male è colpa (anche, ma a mio avviso soprattutto) dei Paesi del Nord Europa, sedicenti “European Core Countries”. Di cosa e per quale motivo siano Core non si capisce, nel politicamente corretto.

Il tizio che dovrebbe rappresentare il Popolo Europeo, il Presidente dell’Eurogruppo, di cui non ho voglia di ricostruire il cognome impronunciabile (lui), se ne è uscito con una sfilza di luoghi comuni e ha inanellato una serie di ragionamenti così ridicoli che perfino gli Olandesi si sono scandalizzati. Succo est: “I Paesi del Sud Europa hanno speso tutto in donne e alcol, poi si lamentano se non gli diamo più credito”. Hai capito?

Un ragionamento che apre uno squarcio sulla statura morale e sulla profondità di pensiero di personaggi che ricoprono cariche politiche nell’Unione e che spiega, sostanzialmente, perché mentre a Roma si festeggiavano i 60 anni di UE, a detta di molti, avrebbero dovuto aprire la cerimonia più che con i saluti al pubblico, con un epitaffio.

da: Agi.it

L’Ocse smentisce Dijsselbloem: Italiani e greci bevono meno degli olandesi

Ma quali spendaccioni, dediti all’alcol e alle donne: in Italia e Grecia si beve meno che in Olanda, Paese di provenienza del presidente dell’Eurogruppo, Jeoren Dijsselbloem, convinto che la solidarietà verso i Paesi del Sud dell’Europa vada bene, ma “non si possono spendere tutti i soldi in bevute e donne e poi chiedere aiuto”.

Stando ai dati 2014 dell’Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico (Ocse), gli italiani si attestano su un consumo di alcol di 7,6 litri a testa all’anno, i greci su 7,5 litri, mentre in Olanda il consumo è di 8,4 litri. L’unica a superarli è la Spagna, tra il 9% e il 10%.

L’Europa, sottolinea l’Ocse, ha il alto consumo di alcol al mondo, con una media di 10 litri di alcol puro pro capite nel 2014. Tra i Paesi dove si beve di più, ci sono Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia e Lituania (circa 12 litri), mentre tra quelli più moderati ci sono Grecia, Italia, Svezia, Albania, Islanda e Norvegia (sotto gli 8 litri).

Una fotografia simile è quella diffusa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il 2015: i numeri indicano che la Grecia consuma 9,3 litri, l’Italia 6,1, e l’Olanda 9,6. Anche in questo caso, la Spagna supera i tre Paesi citati, arrivando a 10,6.

Che cosa aveva detto Dijsselbloem

La solidarietà verso i Paesi del Sud dell’Europa va bene, ma “non si possono spendere tutti i soldi in bevute e donne e poi chiedere aiuto” aveva detto in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) il presidente dell’Eurogruppo che si è rifiutato di chiedere scusa. Anzi, Dijsselbloem ha difeso la sua uscita, sottolineando che “soldiarietà” nell’Eurozona significa che tutti i governi dovrebbero rimanere fedeli alle promesse di aderire alle sue regole di bilancio. “Il concetto che quando sono rigido su regole e regolamenti e li prendo seriamente, questo è un attacco, è un grosso errore”, ha affermato.

E davanti all’attacco dei deputati europei, ha ribadito che il suo era un riferimento “non a un singolo Paese ma a tutti. Anche l’Olanda a volte non è riuscita a mantenere gli impegni presi. Se si vuole mantenere il sostegno pubblico e politico tra i Paesi Ue nei confronti della solidarietà, si deve sempre parlare di quali impegni e quali sforzi devono essere fatti per mantenerla”.

Eurodeputati all’attacco, inadatto all’incarico

Una spiegazione insufficiente per molti che hanno reagito duramente chiedendone le dimissioni. Quelle di Dijsselbloem sono parole “vergognose e scioccanti”, ha affermato il presidente del gruppo socialdemocratico al Parlamento europeo, Gianni Pittella. “Non è la prima volta – ha aggiunto – che Dijsselbloem esprime opinioni e posizioni economiche e politiche che sono in aperta contraddizione con la linea della famiglia progressista europea. Ora è andato oltre utilizzando argomenti discriminatori contro i Paesi dell’Europa del Sud. Non ci sono scuse o ragioni per usare un tale linguaggio, soprattutto da parte di qualcuno che si suppone progressista. Mi chiedo davvero se una persona con tali convinzioni possa ancora essere considerato adatto a fare il presidente dell’Eurogruppo“, ha concluso Pittella.

se o ragioni per usare un tale linguaggio, soprattutto da parte di qualcuno che si suppone progressista. Mi chiedo davvero se una persona con tali convinzioni possa ancora essere considerato adatto a fare il presidente dell’Eurogruppo“, ha concluso Pittella

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