Primo giorno carbone free dalla Rivoluzione Industriale in UK

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Il mix energetico, secondo i dati del gestore dell’energia inglese sono: 13% eolico, 0 carbone, 51.2% gas, 21% nucleare, 6.1% biomassa, 7.2% importata e il resto a solare. Con una domanda di 31.3GW, la Gran Bretagna può staccare le centrali a carbone per la prima volta dalla rivoluzione industriale!

Certo, si tratta di una situazione in cui le rinnovabili hanno un output buono (e comunque più del 70% dell’Energy Mix viene da gas e nucleare) e la domanda è bassa, ma comunque il risultato è remarkable! (Nell’immagine di copertina, la centrale a carbone nello Yorkshire, UK – Ferrybridge coal-fired power station)

Gran Bretagna: primo giorno senza carbone dalla rivoluzione industriale

 per il Sole 24 Ore

Ap

Un giorno intero senza bruciare carbone nelle centrali britanniche. Londra aggiunge un’altra pietra miliare al lungo percorso di addio al combustibile cui deve la sua affermazione come potenza economica mondiale.
A richiamare l’attenzione sull’evento è stato un «tweet» dalla sala di controllo della National Grid, il gestore della rete elettrica: «Sembra probabile che oggi sarà il primo giorno feriale senza carbone nella storia britannica, dai tempi della rivoluzione industriale!».

L’evento ha un’alta valenza simbolica per un Paese che per secoli ha intrecciato strettamente la sua storia – non solo economica, ma anche politica e sociale – con quella del carbone: dallo sviluppo impetuoso delle fabbriche, a cavallo tra Settecento e Ottocento, fino al lunghissimo sciopero con cui i minatori tra il 1984 e il 1985 cercarono di resistere allo smantellamento dei primi siti estrattivi da parte della Lady di ferro, Margareth Thatcher.

L’ultima miniera britannica, la Kellington Colliery, nello Yorkshire, ha chiuso i battenti a dicembre del 2015. E ora Londra si avvia ad eliminare del tutto anche le centrali a carbone: il Governo, per tener fede agli impegni di Parigi contro il cambiamento climatico, sta pianificando il phase-out entro il 2025, accompagnato da un ulteriore sviluppo delle rinnovabili, ma anche del nucleare, con il recente via libera alla costruzione dei reattori di Hinkley Point.

Anche ieri l’atomo ha avuto un ruolo importante nel mix energetico che ha consentito agli inglesi di accendere le luci facendo a meno del carbone. Circa il 20% dell’elettricità è stata generata grazie al nucleare, metà grazie al gas – la più pulita tra le fonti fossili – e un quarto da fonti rinnovabili (in particolare l’eolico, in cui Londra ha investito molto, con grandi ed efficienti impianti offshore). Il resto dell’elettricità è stata importata attraverso gli interconnettori.

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