Perché per Renzi l’incontro con Putin è un errore (mentre per lo Zar è un regalo)

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Perché per Renzi l’incontro con Putin è un errore (mentre allo Zar è un regalo)? È a rischio il blocco occidentale? Obama molto adirato.

C’è un motivo se Renzi è l’unico premier europeo ad aver incontrato Putin andandogli in casa, a porgere gli omaggi. C’è anche un motivo per cui Renzi è l’unico premier europeo (di uno dei grandi) a non essere stato invitato alla Casa Bianca ufficialmente come primo ministro.

C’è una spiegazione logica. Com’è logica la volontà di Putin di farsi fotografare insieme a lui, sorridenti, tra strette di mano.

Partiamo da Vladimir Putin

Vladimir Putin  è in una condizione, in Occidente, molto tesa. Per le vicende ucraine, il presidente russo è stato messo all’angolo: gli unici incontri ufficiali con i leader europei sono avvenuti in luoghi neutri, intorno a tavoli dal clima rovente. Le sanzioni economiche hanno inasprito le distanze tra le posizioni, le ritorsioni russe sull’energia hanno acceso numerosi interrogativi a Bruxelles. Insomma, non tira buona aria.

Però Putin deve dimostrare, alla Russia e all’Occidente, che ancora non è fuori dai giochi ma che, anzi, non solo è al centro ma è anche ben voluto dall’altra parte. Cioè, l’altra parte non è un fronte unico, ma ha crepe: crepe su cui fare leva. E basta solo una visita di un politico o aspirante tale per illuminare una faglia che potrebbe, se mossa nel modo giusto, diventare voragine.

Nel mentre Renzi..Renzi Putin

Nel mentre Renzi, alla presa con beghe interne molto serie, soffre di nanismo internazionale. Nessuno sembra filarselo più di tanto, nonostante i suoi tentativi di scalata. L’unica che aveva dato una mano a risalire la china era stata Angela Merkel, con la sua visita a Firenze, immersa tra i David e gli Uffizi, ma che era rimasta bruciata dalle dichiarazioni di Renzi di intesa con Tsipras, il ribelle greco, nemico della Cancelliera. E a poco erano servite le retromarce successive: all’estero le parole continuano a contare, e la credibilità si costruisce, per metà, su quelle.

Per l’altra metà, sui fatti. Ma anche quelli continuano a mancare. Nell’incontro di Milano, indetto da Renzi, si incontrano Hollande, Merkel, Putin e il premier ucraino, per discutere della crisi. Lui non è invitato. Al tavolo sulla pace ucraina, vanno Hollande e Merkel. Anche l’Italiana Federica Mogherini non è invitata. Renzi non può che congratularsi qualche giorno dopo, e lo stesso fa la Mogherini esaltando il gioco di squadra. Inoltre, Renzi non è stato chiamato da Obama a Washington. Nemmeno Berlusconi aveva ricevuto un trattamento simile: perché questo? Perché Renzi aveva tenuto delle posizioni pro-Russe nel momento in cui Obama chiedeva compattezza del fronte occidentale. E non gliel’ha perdonata.

Quindi Renzi e Putin decidono di collaborare

Renzi Putin 2

In modo non intenzionale, in simbiosi. A uno serve la legittimità dell’altro. Per scopi differenti.
Renzi allora si fa fotografare mentre porge i fiori sulla tomba dell’oppositore di Putin assassinato a sangue freddo a Mosca da due assalitori, mentre passeggiava con la ragazza. Si fa fotografare con Putin, strette di mano, sorrisi amichevoli.

Putin è pur sempre a capo della Russia, è un pezzo grosso. Chi si incontra coi pezzi grossi e riceve il plauso della stampa del Paese ricevente, vuol dire che ha fatto qualcosa di buono! Putin invece ottiene il consenso pubblico in patria e mostra all’Occidente che non sono riusciti a tagliarli fuori: guardate, ho uno dei vostri qui al Cremlino!

Ma la toppa potrebbe essere peggio del buco

Di sicuro non per Putin, che ottiene due piccioni con una fava. Renzi invece ha fatto un passo falso.
Se da una parte ha ottenuto gratificazione nell’essere ricevuto con tutti gli onori, dall’altra ha fatto storcere il naso a, rispettivamente, America, Gran Bretagna, Francia e Germania.

Che quindi terranno ancora meno in considerazione il personaggio. E questo, a cascata, si evidenzierà con una perdita netta di interessi per le nostre necessità da parte dei nostri alleati.

 

 

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