Perché l’esaltazione del tradimento di Renzi è una roba solo italiana

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Perché l’esaltazione del tradimento di Renzi è una roba solo italiana?

È triste constatare che il salto del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi sia celebrato come qualcosa di epico. È triste perché nessuno ha sollevato la questione morale della vicenda.

Il patto del nazareno era un patto “sulle riforme” di natura riservata tra Renzi e Berlusconi. Un accordo stipulato tra i due leader di partito nella sede romana del PD, al largo del Nazareno e da lì il nome.

Questo patto, inviso a molti per la natura dei soggetti che l’avevano stipulato, avrebbe consentito di fare queste tanto agognate revisioni costituzionali.

Insomma, la questione è che in Italia viene elogiato il tradimento. Gli stessi che lo elogiano, tra l’altro, erano quelli che riversavano paginate di giornali sulla bontà dell’accordo, sulla giustezza, sulla correttezza, sulla necessità. Necessità oggi più che mai impellente, visto che il Paese affonda e sta per arenarsi sul fondale economico internazionale, ma che di colpo ha perso rilevanza proprio perché c’è stato questo colpo di coda.

Ha portato punti. L’opinione pubblica è stata portata ad apprezzare questo tradimento.

È qui il corto circuito italiano. Come si può pretendere dai cittadini correttezza degli uni verso gli altri quando la classe politica non riesce a rispettare i patti che prende con se stessa?

Berlusconi era un tipo che i tavoli li rigirava come calciatori al biliardino e infatti il suo modo di agire ha inquinato la politica, portandola a livelli del tutto estranei, incomprensibili e a tratti tragicomici per i nostri partner europei.

Non voglio dire che i patti non debbano essere rotti, o che una parola data all’avversario valga per sempre. Non sto dicendo di rimanere col cerino in mano perché due persone si sono strette la mano. La politica è sì fatta di colpi di scena, scacchi di cavallo, virate importanti e improvvise.

Ma il modo. È il modo.

Una Merkel, uno Schroeder, un Hollande, un Obama, un Cameron, uno Xi Jinping, una Kirchner si attengono ad un’etichetta. Una Marine Le Pen si attiene ad un’etichetta! Estremista di destra! Putin si attiene ad un comportamento pubblico di alto valore morale: questo non significa che non facciano i loro interessi elettorali. Ma siccome sono personaggi pubblici devono dare l’esempio alla popolazione, e devono dare un’esempio di correttezza, di affidabilità.

Devono essere persone migliori della media.

Barroso e Van Rompuy ridono su riforme Renzi

Lo scandalo di Barroso e Van Rompuy che ridono su riforme Renzi

(incidente diplomatico dell’immagine: link)

E le persone migliori della media non tolgono le sedie di fronte all’interlocutore così, all’improvviso. Prima di stipulare un patto di rilievo politico, perché modificare la Costituzione non è qualcosa di ordinaria amministrazione, casomai rifletti su chi ti trovi di fronte e con che personalità vuoi dialogare. E una volta che inizi un percorso, lo segui. Non svolti alla prima.

Se propri devi romperlo lo fai in modo formale. Non lo fai ipotizzare ai giornalisti, dicendo: “Se se lo vogliono rimangiare, buon appetito.”

Buon appetito?

Il patto del nazareno è stato dichiarato morto dai giornalisti, che poi hanno chiesto riferimenti ai politici. Che a loro volta si sono rimbalzati la palla finché qualcuno non l’ha fermata e se l’è portata a casa.

Merkel e Sarzoky ridono dell'affidabilità dell'Italia

Il precedente scandalo di Merkel e Sarzoky che ridono dell’affidabilità dell’Italia

(incidente diplomatico dell’immagine: link)

È questo il modo?

Tra l’altro, in Europa si rincorrono voci sulla tristezza di Angela Merkel, che si è sentita tradita dal governo italiano. Quando è venuta a Firenze, per parlare di economia, ha fatto intendere di voler allentare l’austerity in cambio di riforme alla tedesca. E aveva ricevuto risposte positive: Jawhol, certo, mais oui, dah! Quindi si aspettava su Tsipras una linea precisa.

Una posizione dura. Che non c’è stata. Tsipras in Italia ha ricevuto lo stesso trattamento riservato alla Merkel, amichevole, comprensivo, con regali. Cose che a Berlino non hanno digerito. E hanno minato la ridicola credibilità, già smontata da servizi come quello del Petit Journal, su cui poteva fare affidamento l’Italia. E che ha cercato di recuperare quando Draghi ha richiamato tutti all’ovile, dando l’ennesima dimostrazione (anche a Tsipras, che quindi si è scazzato a sua volta) che Roma è fantastica per farci le vacanze. Ma non per lavorarci.

 Perché all’estero non funziona così. E siccome all’estero le cose funzionano, facciamoci qualche domanda.

 

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