Perché la Germania ora accetta la Grecia fuori dall’euro?

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Qui è scritto come la Germania ha fregato la Grecia

La domanda che si pone ora è: come mai nel 2011 la Merkel riteneva essenziale che Atene fosse nell’euro, mentre oggi non lo pensa più?

Nell’articolo è dimostrato come la Germania avesse finanziato i greci per spendere e spandere, fregandosene dell’inflazione, a differenza di quel che faceva in casa sua.

Quindi la Germania si è trovata ad un certo punto molto esposta con le banche verso la Grecia. Che significa?

Significa che le banche avevano un sacco di contratti attivi con cittadini greci che, se la Grecia fosse tornata alla dracma, non sarebbero stati in grado di onorare e sarebbero andati in sofferenza con enormi perdite.

Questo perché se la nuova dracma avesse fatto una svalutazione del 50% sul valore dell’euro, cioè fosse valsa la metà rispetto all’euro, i greci avrebbero dovuto pagare il doppio per le cose che avevano finanziato con i tedeschi. La Mercedes l’hai pagata 45 mila euro? In dracme ne devi restituire 90 mila. E che dire sui titoli di Stato? La Grecia non sarebbe mai stata in grado di rimborsare i prestiti, che sarebbero andati in default e tagliati. I tedeschi per finanziare la crescita greca ne avevano fatto incetta: avevano tassi di rendimento più alti rispetto ai bund, erano sicuri e si riflettevano in maniera positiva su altri investimenti in Grecia. Inoltre, le banche tedesche avevano già le loro beghe con i contratti di derivati alla base della crisi del 2008: ne erano piene ( e ne sono tutt’ora!).

Quindi figuriamoci se la Merkel aveva intenzione di far saltare in aria DeutscheBank, Commerzbank, Allianz & co.

Situazione simile la viveva la Francia, che ha cercato di emulare il vicino aggravando la situazione: BNP Paribas, Societé Gèneral, Credit Agricole, tutte impegnate a prestare soldi ad Atene. Parigi con le sue grandi banche era riuscita ad esporsi di più sulla Grecia di chiunque altro, mentre Berlino aveva iniziato un’opera di diversificazione sui PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna [110 miliardi solo per Madrid]).

Nel 2011 la situazione era così:

Esposizione nel 2012, by country

Esposizione nel 2012, by country

 

Qui, il Financial Times ha fatto un grafico interattivo aggiornato fino a Q3 2012, terzo quadrimestre, in cui si può vedere che:

 

Pagina interattiva Financial Time

Pagina interattiva Financial Time

 

La Germania in 2 anni passa da 40,3 miliardi nel Q3 2010 a 25,2 nel Q3 2012.

La Francia in 2 anni passa da 59 miliardi nel Q3 2010 a 32 nel Q3 2012.

(Link)

Era vitale per la sopravvivenza del settore bancario tedesco e francese che la Grecia rimanesse all’interno dell’unione monetaria. Vitale per la Germania, non per la Grecia.

Nel 2011 i giornali dicevano:

Esposizione verso la Grecia

Esposizione verso la Grecia

Grecia/ Verso nuovo piano da 100 mld. Banche tedesche le più esposte

E anche qualcuno in Italia se n’è accorto:

Salvare la Grecia vuol dire salvare le banche francesi e tedesche e (l’euro) /Sole24Ore

 

Poi, fino ad oggi, cos’è successo? Semplice. Le banche hanno disinvestito. Hanno fatto rientrare i capitali che avevano prestato e hanno salpato dalla Grecia. La Germania risulta esposta oggi per 25 miliardi, ma ben 15 sono aiuti pubblici della banca di sviluppo Kreditanstalt fuer Wiederaufbau. Commerzbank e DeutscheBank sono esposte per un totale di circa 700 milioni. Nemmeno un miliardo! JP Morgan ha detto che la banca più esposta è Credit Agricole, che rischia poco più di 3 miliardi.

Sempre secondo lo studio di JP Morgan, i tedeschi e i francesi sarebbero esposti per poco più di 5 miliardi, quasi tutti nel credito privato. Ora la Grecia può far quel che vuole.

 

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