Paul Krugman per Diario di Vic: “Nessuno capisce il debito”

By -

Paul Krugman per Diario di Vic. L’unica traduzione in italiano dell’editoriale del New York Times “Nobody understands debt.”

Nessuno capisce il debito.

Molti economisti, inclusa Janet Yellen, la presidente del Fondo Monetario Internazionale, vedono i problemi economici che hanno travolto il mondo dal 2008 come una storia di “deleveraging”, cioè un tentativo di tutti i debitori di ridurre le loro obbligazioni. Di sdebitarsi il più possibile, insomma. Perché ridurre il debito è un problema? Perché la mia spesa è il tuo reddito e la tua spesa il mio; quindi, se tutti fanno la stessa azione di riduzione del debito, le entrate crollano in tutto il mondo.

Ora, come Ms. Yellen ha detto nel 2009, “le precauzioni che potrebbero essere intelligenti da parte di imprese e privati, ed essenziali per far tornare l’economia ad uno stato di normalità, ingrandiscono il danno all’economia nel suo insieme.” Quindi, quanti progressi abbiamo fatto per arrivare a quello “stato di normalità”? Nessuno. I politici si sono scannati su questioni inerenti il debito e i loro tentativi di ridurlo lo hanno in realtà peggiorato.

Paul Krugman

Paul Krugman

Primo, i fatti: la scorsa settimana McKinsey Global Institute ha pubblicato un report intitolato Debt and (Not Much) Deleveraging, che ha trovato, terra terra, che nessuna nazione ha ridotto il rapporto Debito/PIL. I debiti privati sono scesi in alcuni Paesi, in particolare negli USA. Ma è cresciuto in altre, e soprattutto dove c’è stato un deleveraging del settore privato, il debito pubblico è cresciuto più di quanto non sia sceso quell’altro.

Potreste pensare che il fallimento nel ridurre il rapporto debito/PIL sia dovuto a uno sforzo troppo contenuto (nessuno ha tirato la cinghia abbastanza e quindi, sì, austerity is the way). In realtà lo abbiamo fatto, questo periodo è stato segnato da un’austerità che mai il mondo ha visto. Come l’International Monetary Fund ha puntualizzato, la spesa governativa dei Paesi analizzati, esclusi gli interessi, è caduta nelle nazioni più ricche;ci sono stati tagli profondi nelle nazioni debitrici del Sud Europa, ma ci sono stati tagli anche in Paesi come la Germania e gli Stati Uniti, che ora possono indebitarsi ai tassi più bassi della storia. Tutta questa austerità ha, comunque, solo peggiorato le cose.

Ed era prevedibile, visto che nessuno ha capito il ruolo che il debito gioca in economia.

Puoi vedere che nessuno c’ha capito tutti i giorni, quando qualcuno inizia ad imbastire discorsi contro il deficit, con slogan come “Stop stealing from our kids“, smettete di rubare ai nostri figli. Potrebbe sembrare corretto, apparentemente. Se ci pensi poco. Le famiglie che fanno debiti non si arricchiscono, quindi.. lo Stato se fa debiti non si arricchisce. Ma funziona veramente così?

Macché, non funziona così. Una famiglia indebitata deve soldi ad altre persone; l’economia, nel suo intero, deve soldi a se stessa. E mentre è vero che gli Stati possono prendere a prestito da altri Stati, l’America ha preso a prestito meno all’estero, dal 2008, di quanto non abbia fatto prima, e l’Europa è un “net lender“, prestatore netto al mondo.

Dal momento quindi che il debito sono soldi che ci dobbiamo, ripagarlo non rende meno ricca l’economia, e il pagarlo non l’arrichisce.  Vero: il debito può essere finanziariamente minaccioso, ma non si ottengono particolari benefici se il levarselo dalle spalle comporta deflazione e depressione. E questo ci porta agli eventi odierni, per i quali c’è una connessione diretta tra il fallimento del deleveraging e le crisi di natura politica in Europa.

I leader europei sono stati inghiottiti dall’idea che l’economia fosse entrata in crisi a causa del debito, dal fatto che le nazioni fossero vissute oltre le loro possibilità: quante volte l’abbiamo sentito? Quindi, seguendo quella logica, la Cancelliera Angela Merkel ha insistito per un ritorno a comportamenti austeri.

Questo era un incipit perfetto per un disastro in slow motion. I debitori europei dovevano, sì, stringere la cinghia, ma l’austerità che gli è stata imposta è stata profondamente sconsiderata. Nel mentre, la Germania e i paesi core dell’eurozona, che dovevano spendere di più per bilanciare la minor spesa dell’europa più periferica, hanno speso meno pure loro. Il risultato? Un sistema in cui ridurre gli indicatori come debito/PIL o deficit/PIL fosse impossibile. La crescita reale si è piantata, l’inflazione caduta sottoterra e la deflazione ha colpito le nazioni messe peggio.

I cittadini hanno votato queste politiche disastrose per un tempo incredibilmente lungo, sperando nelle élite che avevano promesso ricompensati i loro sacrifici. Ma il dolore è continuato, e ha continuato a esserci senza che ci fosse un visibile miglioramento. La radicalizzazione è stata una reazione naturale, inevitabile. Chiunque si sia sorpreso del risultato elettorale di Syriza in Grecia era distratto, evidentemente. Viene data la Grecia fuori dall’euro come un evento improbabile. Ma se accadesse, ritengo che i danni si spargerebbero altrove e continuerebbero: una Grexit sarebbe forse fatale per la moneta unica.

Paul Krugman è un economista americano. È professore all’Università di Princeton e ha vinto il Premio Nobel per l’economia 2008.

Link all’editoriale

8 Comments to Paul Krugman per Diario di Vic: “Nessuno capisce il debito”

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.