OPEC ha visto giusto? Domanda di petrolio in calo

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Parrebbe che i timori esternati in documenti riservati dell’OPEC, trapelati al Wall Street Journal qualche giorno fa, fossero fondati.

Questa volta è l’agenzia di stampa Bloomberg a confermare la notizia, che per l’Italia è tutt’altro che sgradita.

Secondo le ultime stime del governo degli Stati Uniti, c’è da aspettarsi una crescita della domanda di petrolio molto inferiore agli anni scorsi, circa la metà del 2010. E nel mentre l’offerta aumenta a dismisura.

Questa differenza di velocità non riuscirà a tenere i prezzi stabili, dicono fonti interne a Royal Dutch Shell, la più grande compagnia europea (olandese) petrolifera. L’ultima volta che il petrolio aveva subito un calo significativo era stato durante la crisi finanziaria del 2008, ma in quel caso l’appetito della Cina era stato così esoso da riportare presto su i prezzi e farli anche crescere oltre il livello pre-crisi. Questa volta però l’utilizzo di carburanti da parte della Cina crescerà la metà rispetto alla decade scorsa e un lieve incremento di prezzi potrebbe portare i produttori americani di shale a riversare quantità ancora maggiori di greggio sul mercato, in cerca di profitti.

Domanda che rallenta

L’Agenzia internazionale per l’Energia prevede che l’anno prossimo la domanda crescerà di soli 1,3 milioni di barili al giorno, portandoli a 94.58 milioni. Negli Stati Uniti il consumo aumenterà dello 0,4%, a 19,44 milioni bb/d, un livello ancora più basso di quello registrato nel 2008.

Il Consumo Cinese

La domanda di carburanti e greggio da parte della cina crescerà del 3,1% il prossimo anno, a 11,34 milioni bb/d, dice sempre l’EIA. Mettendolo a confronto con il balzo dell’11% avvenuto nel 2010 e che portò il prezzo oltre i 100$, i tempi sembrano cambiati.

La crescita media è stata negli scorsi 10 anni del 5,2%,  l’economia cinese si espanderà del 6,8% questo anno, ha detto il Fondo Monetario Internazionale. Sarebbe il livello più basso dal 2008.

La versione di Goldman Sachs

La produzione di petrolio internazionale creserà dell’1,7% a 95,1 milioni di barili al giorno questo anno, mentre la domanda si fermerà a 93,9 milioni al giorno. Quindi ci sarà più offerta che domanda, quindi prezzi più bassi.

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