Nuova crisi economica: tutti si preparano. Cosa sanno i big che noi non?

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Tra le principali società al mondo che gestiscono ETF, si notano movimento strani: tutti si stanno preparando per far fronte a crisi di liquidità fortissime, assicurandosi maggiori linee di credito bancarie, a cui attingeranno nel momento in cui le turbolenze temute di verificheranno. Lo dice Reuters, facendo nomi come Vanguard Group, Guggenheim Investments e First Trust.

I documenti delle società sono abbastanza chiari: le finanziarie stanno preparando nuove garanzie da presentare alle banche a fronte della richiesta di finanziamenti, aggiungendoli a quelli che già hanno. Queste manovre lanciano lunghe ombre sul reale stato di salute dei mercati.

 

[ Non è la prima volta che Diario di Vic fa presente la possibilità di una crisi imminente:

EX PRESIDENTE BANCA CENTRALE AMERICANA AMMETTE CRISI IN ARRIVO

GESTORE FONDO DI INVESTIMENTO AVVERTE GLI ALTRI INVESTITORI

In più, durante una lezione magistrale all’Università degli Studi di Firenze, E. Altman ci avvertì chiaramente dei problemi che si profilavano all’orizzonte, dimostrandoli guardando i rendimenti dei titoli Junk e il premio per il loro rischio. Quindi non è proprio qualcosa che arriverebbe all’improvviso. ]

 

È possibile che questi tre gruppi citati prima conoscano qualcosa che il resto del mercato ignora? D’altronde, anche in occasione del crac della Lehman Brothers, tutti parlarono evento imprevedibile, salvo poi scoprire fosse un segreto di pulcinella.

Fanno riflettere le dichiarazioni di Martin Armstrong, che ha pubblicato: “The amount of cash rushing around on the short-end is stunning. Yields are collapsing into negative territory and this is the same flight to quality we began to see at the peak in the crisis back in 2009. The big money is selling the 10 year or greater paper and everyone is rushing into the short-term. There is not enough paper around to satisfy the demands. Capital is unwilling to hold long-term even the 10 year maturities of governments including Germany. This is illustrating the crisis that is unfolding and there is a collapse in liquidity“.

Tradotto: “È incredibile l’ammontare di liquidità che si sta ammassando nella parte breve della curva dei rendimenti. I tassi d’interesse stanno crollando, andando sotto zero, ed è esattamente quanto iniziò a verificarsi nell’apice della crisi del 2009. I grandi giocatori stanno smobilizzando principalmente titoli a 10 anni o a scadenza ancora più a termine e tutti si stanno accalcando ad acquistare titoli a breve, tanto che la domanda supera l’offerta. Non c’è volontà di detenere (bond) a lungo e nemmeno titoli di stato a scadenza decennale come quelli tedeschi o americani. Tutto ciò mostra che una crisi si sta manifestando e che si sta verificando un collasso di liquidità“.

Nella parte lunga della curva dei rendimenti, i tassi d’interesse stanno esplodendo verso l’alto in tutto il mondo, e numerosi analisti si chiedendo se la bolla dei bond del valore di $76 trilioni ($76.000 miliardi) non stia per arrivare al apice.

Recentemente Jim Reid, Deutsche Bank, in un’intervista al Telegraph ha detto che, se da un lato le banche centrali come FED, BOJ, BOE e BCE hanno tentato di rendere maggiormente disponibile una “liquidità di alto livello”, con le loro manovre di QE e le loro politiche di tassi a zero, dall’altro lato, il possesso da parte delle stesse banche centrali di quantità enormi di bond, ha ridotto la liquidità disponibile sui mercati finanziari, creando alla fine “vuoti di aria”.  Di conseguenza Reid ammette di non poter fare a meno di pensare che quando “si verificherà la prossima crisi, l’assenza di liquidità in diversi mercati sarà caotica”.

Il quadro si fa ancora più fosco se si pensa a quanto stia accadendo anche sui mercati azionari. Phoenix Capital Research scrive: “E’ come se questo fosse l’ultimo ‘urrah’ per le azioni. Ora siamo ufficialmente nel mese di maggio. E storicamente, il periodo che va da maggio a novembre è uno dei peggiori per i mercati azionari. In più, i fondamentali stanno peggiorando in modo drammatico per i mercati. Il 2014 è stato il primo anno dal 2009 in cui le vendite delle società sono scese; e il fatturato ricalca l’attività economica molto più di quanto facciano gli utili, dal momento che o i soldi arrivano, oppure no. Il fatto che il giro d’affari (di diverse aziende) stia scendendo indica che la “ripresa” è finita”.

Phoenix continua: “Dopo aver tagliato i costi e emesso debito per le operazioni di riacquisto, probabilmente ci troviamo anche al picco degli utili. Finora il 90% circa delle società quotate sullo S&P 500 ha diffuso i bilanci. E, su base annua, i profitti sono scesi -11,9%. Dunque, sia le vendite che gli utili stanno scendendo…in un momento in cui i titoli azionari sono così sopravvalutati che anche la Fed lo ammette. Questi sono tutti fattori che potrebbero provocare un grave collasso dei mercati. E i grandi fondi si stanno preparando PRIMA che tutto ciò avvenga”.

via: Wall Street Italia Fonte: The Economic Collapse

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