CIAO MAURO! Mauro Moretti non lo vuole più nessuno: gran valzer di poltrone sulle big Statali, ma MM rimarrà fino a scadenza. Nubi su Descalzi.

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Benché, dopo la condanna di Viareggio, in molti abbiano auspicato un cupio dissolvi di Mauro Moretti dal vertice di Leonardo Finmeccanica, su cui ci si interroga ancora il perché del cambio di nome, Mauretto Moretto non ci pensa a mollare la poltrona. Arriverà a scadenza naturale e se ne tornerà a casa. Paga la sua arroganza sui fatti di Viareggio, quando definì “uno spiacevole incidente” la morte di oltre 30 persone a causa di un treno carico di materiale altamente infiammabile. Non è l’unico che però non avverte la propria sedia inchiavardata al pavimento. Descalzi, Eni, vede all’orizzonte i fulmini dell’inchiesta nigeriana ma, dalla sua, ha una gestione dell’azienda molto, molto buona. Inoltre, la regola non scritta è che – a meno di eventi eccezionali – ogni Big Manager dovrebbe fare almeno due giri sulle Statali per dare l’imprinting.

 

Buona gestione dell'Eni

Buona gestione dell’Eni

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Nomine: parte valzer poltrone, governo decide ad aprile.

 

Scalfarotto: Moretti? vicenda di un singolo viene dopo

Ivan Scalfarotto

Ivan Scalfarotto

(ANSA) – ROMA, 1 FEB – La scadenza di aprile si avvicina e la partita a risiko per le nomine delle grandi aziende di Stato è cominciata. Il fischio d’inizio è arrivato con la condanna a sette anni dell’a.d di Leonardo-Finmeccanica Mauro Moretti per la strage alla stazione di Viareggio, che potrebbe rimettere in discussione quella che sembrava una probabile conferma in blocco dei vertici non solo della holding di aerospazio e difesa, ma anche di Eni, Enel, Terna e Poste Italiane. Tutta la partita, poi, è naturalmente condizionata dall’incertezza del quadro politico.

Mauro Moretti

Mauro Moretti

Un secondo mandato per Moretti, dopo il verdetto di primo grado di ieri, non appare infatti scontato. A chiedere la testa del manager sono non solo forze di opposizione come M5S e Fratelli d’Italia, ma anche alcuni esponenti del Pd e i familiari delle vittime, secondo cui “è moralmente inaccettabile che dopo una condanna di primo grado Mauro Moretti sia ancora a guidare un’azienda di Stato”. Il Cda del gruppo, ieri sera, ha confermato la fiducia al numero uno operativo, ma che un ‘tema Moretti’ sia sul tavolo è evidente anche dalle parole del sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, secondo cui “bisogna riconoscere il rispetto alle famiglie e il fatto che finalmente abbiamo una sentenza. Mi pare che le vicende del singolo individuo, per quanto rilevanti, passino in secondo piano e debbano essere considerate da Leonardo e dal Governo quando sarà il momento di fare le nomine”. L’invito del sottosegretario, comunque, è “ad agire con grande rispetto per questo caso, che è dolorosissimo”.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi

L’eventuale mancata riconferma di Moretti potrebbe essere un problema singolo da risolvere lasciando tutto il resto immutato, oppure da esso potrebbe derivare, come le tessere di un domino, anche la sistemazione delle altre caselle, che sono tutte da riempire sostanzialmente entro il mese di aprile, visto che le relative assemblee sono state calendarizzate tra metà di quel mese e i primi di maggio. Secondo alcune fonti a piazza Montegrappa potrebbe allora atterrare l’attuale a.d. di Poste, Francesco Caio, forte dell’esperienza passata in Avio: la permanenza di Caio nel gruppo di spedizioni, tuttavia, rappresenterebbe un importante elemento di continuità per il mercato in vista della seconda tranche di privatizzazione che dovrebbe avvenire, come ha detto il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, “verosimilmente in primavera-estate” di quest’anno.

Francesco Starace

Francesco Starace

Sul fronte energetico, invece, pende l’incertezza dovuta alla possibile richiesta di rinvio a giudizio per l’ad dell’Eni, Claudio Descalzi, per le presunte tangenti in Nigeria (la decisione è ormai imminente). Va detto, comunque, che all’Eni come a Finmeccanica nel 2014 i soci, fondi esteri in primis, avevano bocciato i nuovi requisiti di onorabilità proposti dal Tesoro, che prevedevano la decadenza degli amministratori anche in caso di semplice rinvio a giudizio. In ogni caso, se il governo decidesse per il cambio, i riflettori sono da tempo accesi sull’a.d di Enel, Francesco Starace, che però, non più tardi di due mesi fa, ha fatto chiaramente capire che sta bene dove sta: “mi piace molto questa carica, sono molto focalizzato su questo lavoro e non ho interesse ad altre aziende italiane”. Un capitolo a parte è poi quello delle presidenze. Il governo Renzi stupì tutti con la scelta di quattro donne: è da vedere se l’esecutivo Gentiloni vorrà proseguire sulla strada della continuità.

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