Marchionne caput Agnelli. Elkann rinnova, rischiando l’azienda

By -

John Elkann rinnova la fiducia a Marchionne, ma tutti sanno che in realtà è stato Pullover a rinnovare la fiducia al rampollo Agnelli.

Marchionne è il deus ex machina della nuova Fiat (FCA), è riuscito a trasformare un’azienda sull’orlo del baratro in un player internazionale di dimensioni imponenti. E il suo piano non è finito: dopo aver portato via la sede legale, fiscale e direzionale dall’Italia, il suo ultimo passo potrebbe essere quello di estromettere gli Agnelli dalla società, magari tramite una fusione con un gruppo molto grosso che diluirebbe la loro partecipazione da una di controllo a una minoritaria.

(Si noti che ora Fiat in Italia è FCA Italy S.p.A., cioè di fatto una succursale di una multinazionale estera)

In una possibile fusione con GM (più volte auspicata e cercata da Marchionne, così tanto che si pensava ci volesse provare con la CEO di GM pur di riuscirci) EXOR, la finanziaria torinese della famiglia Agnelli (già IFIL), si troverebbe al massimo con una partecipazione del 15%. Interessante (€€€), ma niente di assimilabile ad una quota di controllo. E dopo che hanno liquidato le altre partecipazioni (Juve esclusa), gli italiani potrebbero uscire per non rientrare.

ansa.it

“Sergio Marchionne non lascerà Fca prima del 2019. Aspettare l’approvazione dei risultati del 2018 vuol dire arrivare al 2019”. Lo ha detto John Elkann, presidente di Exor, durante la conferenza stampa al termine dell’assemblea degli azionisti. “Il percorso di selezione per il suo successore – ha spiegato Elkann – avverrà all’interno, stiamo lavorando. Io non farò parte dei candidati alla carica di amministratore delegato”.

Psa non è tra operazioni che ci interessano – “Abbiamo ribadito l’intenzione di portare avanti il nostro piano industriale, poi se si presenteranno opportunità convenienti nel consolidamento dell’industria automobilistica, che dovrà avvenire, le valuteremo. Abbiamo detto in modo chiaro che ci aspettiamo operazioni che consentano di cambiare le dimensioni del gruppo. Psa non rientra in questo contesto”. Così John Elkann ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle indiscrezioni relative all’intenzione del governo francese di vendere la quota detenuta in Psa.

Per Alfa arrivata occasione giusta per rilancio – “Per anni il marchio dell’Alfa ha aspettato l’occasione giusta per rilanciarsi sui mercati del mondo. L’occasione è arrivata”. Lo ha affermato John Elkann aprendo l’assemblea di Exor, la holding del gruppo Agnelli, che detiene il 29,16% di Fca. Gli azionisti sono stati convocati nello storico Museo dell’Alfa Romeo ad Arese. “Oggi Fiat Chrysler Automobiles – ha detto Elkann – sta mettendo in atto una strategia mirata per riportare il marchio del Biscione in alto, grazie a una gamma di automobili straordinarie e innovative e soprattutto a un sistema di produzione che valorizza le capacità, il sapere e il talento che esistono in Italia, quella che non teme i confronti con nessuno e sa farsi rispettare e ammirare ovunque nel mondo. Siamo orgogliosi di sostenere Fca in questo bellissimo progetto e intendiamo continuare a svolgere questo ruolo per ciascuna delle nostre società”. All’assemblea partecipa il 78,8% del capitale di Exor.

Prossimo anno valuteremo nuovi investimenti – “Oggi le prospettive di Exor sono legate a cinque grosse società che operano in settori diversi PartnerRe, Fca, Cnh, Ferrari e L’Economist. Sono cinque società globali, oggi aggiungerne un’altra non è possibile in quanto non abbiamo i mezzi per farlo, ma è giusto cominciare a pensare al futuro. Il prossimo anno cercheremo di capire in quali altri settori ci piacerebbe entrare ma anche esplorare investimenti più piccoli come Welltec e potenzialmente nuovi”. Lo ha detto John Elkann, presidente di Exor, rispondendo durante l’assemblea degli azionisti alle domande arrivate per posta elettronica.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.