L’uomo sarà una specie multiplanetaria. Parola di Elon Musk, che commercializza astronavi.

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Anni fa, quando Musk ha annunciato che stava per lanciare il primo razzo finanziato da privati in orbita, ho preso la notizia molto alla leggera. Sai quante ne dicono su internet? Poi, lo ha fatto. Molti si sono dichiarati scettici quando nel settembre 2008, tre razzi non hanno raggiunto l’obiettivo. Poi, un Falcon 1 ha preso l’orbita intorno alla Terra. Ora, anni più tardi, il Falcon 9 dimostra di essere un veicolo affidabile e diversi lanci di successo diretti alla Stazione Spaziale Internazionale fanno pensare che il genio di questo sudafricano abbia aperto un mercato completamente nuovo, di cui lui è il monopolista.

Sembra fantascienza, ma non lo è. I viaggi spaziali a pagamento esistono già. Ora una compagnia fa la staffetta tra il suolo e un aggeggio costato oltre 100 miliardi di dollari, il più costoso nella storia umana, grosso quanto un campo da calcio, che si trova nello spazio, al cui interno ci sono una dozzina di astronauti che galleggiano nel vuoto. Un film.
Ed Elon Musk, fondatore, filantropo, miliardario, sudafricano, dice: è tutto vero. Lo abbiamo fatto e lo rifaremo.

Ma non confondetevi: questo è l’inizio. Il passo successivo sarà la colonizzazione di altri pianeti. A partire da Marte.

 

Wow. Veramente? Uomo su Marte? A sentire parlare così una persona che manda pacchi di cornflakes nello spazio come un padroncino sposta pancali di merce da una città all’altra, l’effetto che se ne trae è che l’umanità stia per fare un salto. Aveva fatto il primo 50 anni fa, con la sfida a cavallo della cortina di ferro tra USA e URSS, a colpi di uomini mandati a giro per il cosmo. Per il nostro quartiere di cosmo.

Poi ci siamo fermati. Tra la Luna e i pianeti papabili, dopo, c’era troppa distanza. Ora la NASA sta allenando un team selezionatissimo di uomini e donne che andrà su Marte. Si allenavano a Mosca, e sono rimasti in isolamento per 520 giorni (un anno e mezzo), chiusi in un bunker dagli interni a forma di astronave. Sono usciti qualche giorno fa.

Benché poco prima degli anni ’80 alcuni dipendenti NASA avessero visto uomini farsi quattro passi sulla superficie marziana, com’è venuto fuori recentemente da delle dichiarazioni shock di ex-dipendenti, (che danno voce alle cospirazioni di programmi spaziali segreti, alla Transformers per intendersi), oggi il programma è pubblico e alla luce del sole.

A prescindere da quello che ORA succede sulla Terra, su Marte abbiamo inviato un robot grande quanto un SUV, Curiosity, che si sta girando autonomamente la superficie del pianeta come un turista nel deserto algerino.

Elon Musk prosegue nella sua visione: l’uomo sarà una specie colonizzatrice di altri pianeti. Non siamo destinati a rimanere qui. Welcome to Interstellar, verrebbe da dire. Tra quanto? A spanna direi che ci metteremo un altro po’. Ma molto, decisamente molto meno di quello che, 10 anni fa, si potesse pensare.

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