L’Obama furioso su Renzi: non ne azzecca una

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Obama Renzi, rapporto difficile e tempesta in vista. Causa? Mosca, foto, Putin. E tipo di nuovo Mosca 5 volte e F35.

Quando Renzi vede Obama lui si immagina questa scena sui giornali: Obama Renzi, grandi amici, il premier italiano invitato dall’omologo americano a fare un Picnic. SHOCK! Agnese fa amicizia con Michelle: “che crema usi per le mani?”.

Ma la realtà è che Washington lo sopporta a mala pena.

Probabilmente non c’è niente di personale nell’astio che Washington riserva all’ex sindaco: anzi, Renzi fu invitato da Obama in qualità di primo cittadino! Quindi il loro rapporto è antecedente a questo governo. Però ci si sono messe di mezzo un sacco di cose, prime tra cui la Russia, per cui il rapporto è andato mano mano deteriorandosi, e Renzi non se ne è mai fatto una ragione. Anzi: per lui Obama è Justin Bieber, mentre lei è una belieber.

Il problema principale è che se Renzi volesse fare gli interessi degli industriali e degli italiani, manderebbe chissà in quale latrina le sanzioni contro la Russia per l’Ucraina (recenti sono anche le stime per le perdite, dolorose, legate alle sanzioni che l’Italia ha subito) e riprenderebbe a farci affari.

 

Putin questo lo sa bene, e infatti nella sua ultima visita a Roma (nella quale ha rifilato un’ora di ritardo a Renzi, che ha dovuto ricevere quest’onta mostrando un sorriso a 32 denti) ha rigirato il coltello nella piaga più e più volte.

Questa solidarietà col presidente russo agli americani non va proprio giù. Che poi ci si metta a far battute, è proprio intollerabile (“no, non darmi la vodka russa, non la reggo a quest’ora, non sono abituato!” oppure “Vladimir, a calcio mi auguro di farti male a Russia ’18, sportivamente parlando!“). C’è da dire che storicamente Italia e Russia sono sempre state amiche. E poi, che fai? Viene Putin da Bergoglio, a Roma, e non lo ricevi anche tu? Probabilmente Washington non avrebbe avuto dubbi sul da farsi, ma Roma ha interessi forti a mantenere i rapporti buoni.

E infatti Putin cerca di fare leva su di noi per rompere il fronte delle sanzioni (che fanno male anche a lui) dopo che la partita greca (qui la parte uno, qui la parte due durante la crisi Greca) è probabilmente finita pari.

L’Italia è stata infatti isolata da tutti i tavoli

Se si dà un’occhiata indietro si nota che l’Italia è stata mano mano isolata da tutti i tavoli rilevanti nella situazione geopolitica occidentale. Su Mosca, ha persino subito lo schiaffo di non essere invitata ad un tavolo di colloquio quando ospitava tutti i leader a Milano, qualche mese fa, e tutt’ora non se la fila nessuno. In Grecia, siamo esposti per decine di miliardi, tutti provenienti dai tedeschi, e non abbiamo alcuna voce nella mediazione. Sui migranti, parliamo ad una stanza vuota. Il nostro ministro della commissione europea è stato commissariato dal vice, messo lì da Junker.

Se poi ci aggiungete che Renzi è stato l’ultimo, ma proprio ultimo, leader occidentale ad essere ricevuto alla Casa Bianca come premier, dopo quasi un anno di tentativi di imbucarcisi, il quadro è chiaro.

E oltre a Putin, a Obama Renzi gli è montato coi piedi sulle scarpe con la foto di lui che fuma (qui sotto)

renzi e obama fotografati da filippo sensi

Obama aveva detto a Michelle di aver smesso, nel 2009. Aveva detto pubblicamente di aver smesso, nel 2009. Lo aveva ripetuto recentemente. In America è diventato un caso. Recentemente all’ONU un microfono acceso aveva fatto venir fuori un audio di lui che diceva di aver smesso per paura della moglie. Quindi ache questa storia è tornata fuori.

E quindi laggiù sono tutti molto arrabbiati per questa foto anche perché è stata fatta per machismo propagandistico tutto italiano. (La foto pubblicata dal suo portavoce Filippo Sensi, tramite il suo account twitter). In America il fumo di sigaretta è considerato un bruttissimo vizio, molto più di quanto non lo sia considerato qui.

La storia degli F-35

Poi ci si era messa di mezzo la storia degli F-35, i caccia di nuova generazione, che nessuno vuole più comprare, tra cui noi, e che avevamo quasi disdetto. Altra grana per il Pentagono e Obama, che ha dovuto fare una azione (piuttosto facile) di moral suasion perché venissero comprati (e di fatti così è stato).

La storia Cinese

Poi c’è la storia Cinese, dei cinesi che in Italia investono a vagonate. Mica gli piace a Washington. I cinesi sono entrati a Piazza Affari investendo nelle società più grandi un pelino sopra la soglia di dichiarazione di proprietà.

Funziona così: in borsa, se detieni una quota inferiore al 2% non c’è bisogno che tu dichiari chi sei, quanto hai comprato, quando e come. Loro invece hanno investito in Eni (2,001%), FCA (2,01%), Finmeccanica (2,000..%). Un messaggio chiaro. Altra spina.

Quindi Obama ce l’ha con Renzi? Personalmente no. Almeno fino a poco tempo fa. Però si sa, le arrabbiature vanno e vengono.

 

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