Le donne superano gli uomini nell’educazione, e il gap si allarga

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8 marzo: BUONE FESTE, DONNE! Le donne superano gli uomini nell’educazione, e il gap si allarga! Questione di..?

È un dato di fatto: i ragazzi giovani sono sorpassati dalle coetanee, a scuola. Qualche decennio fa sarebbe stato inimmaginabile una cosa del genere. Durante gli anni ’60 i ragazzi stavano molto più a scuola di quanto non facessero le ragazze, e andavano molto più a fondo. Avevano più probabilità di laurearsi: ora, invece, nel mondo occidentale, nonché in qualche Paese emergente, la bilancia si è spostata dall’altra parte. I governi, che un tempo erano seriamente preoccupati sulla disattenzione delle ragazze per le materie scientifiche, ora si occupano dell’opposto: la Svezia ha una commissione di ricerca chiamata “Crisi dei ragazzi” e con ragazzi si intende i boys, i maschietti. L’Australia ha un programma di letture chiamate “Boys, Blokes, Books & Bytes”. In giusto due generazioni un sesso ha raggiunto l’altro, chiudendo il gap, e in un’altra ha messo la freccia e ha fatto il sorpasso.

L’OCSE

Questo viene fuori da una ricerca pubblicata dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico /OECD). La supremazia maschile rimane solo in matematica. All’età di 15 anni i ragazzi, in media, è come se fossero avanti di tre mesi rispetto alle compagne. In scienze i risultati si equivalgono. Ma nel reading, in cui le ragazze sono state avanti per qualche tempo, il gap si è rivelato enorme. In tutti e 64 i Paesi presi in considerazione dallo studio, le ragazze bruciano i loro amici. Il gap medio è un anno scolastico: a parità di situazione, le ragazze è come se fossero un anno avanti. Un anno!educasss

Il rapporto ufficializza quanto detto: sulla letteratura non c’è paragone. Hanno capacità che i ragazzi raramente colmano o superano e, siccome da queste capacità dipende anche l’apprendimento e lo studio, hanno un vantaggio notevole. Anche nella stessa matematica, lettura e nelle scienze. I ragazzi sono più spinti ad abbandonare la formazione dopo l’istruzione superiore.

Perché?

Per spiegare questo fenomeno, probabilmente è meglio guardare a ciò che fanno i ragazzi quando si alzano dai banchi di scuola. In media una ragazzina di 15 anni passa 5 hore e mezzo alla settimana per fare i compiti, un’ora in più rispetto al compagno di classe. Che però passa più tempo sui videogiochi e su internet. 3/4 delle ragazze legge per piacere, a differenza di poco più della metà dei ragazzi. È vero che gli schermi distraggono e portano via dalle pagine dei libri, ma i ragazzi abbandonano la lettura molto più rapidamente delle ragazze. L’OCSE ha rilevato che i ragazzi che studiano quanto le ragazze riducono il gap sui libri per piacere di quasi il 25%.

Nelle classi il discorso rimane: i ragazzi sono affascinati dall’idea che l’istruzione sia una perdita di tempo, guidati da modelli sbagliati.

È vero che esistono casi inversi: in Norvegia, Svezia e Islanda i ruoli sono quasi invertiti.

Con l’istruzione terziaria, poi, le femmine hanno fatto il boom.

educass

Il tasso di iscrizione delle donne è cresciuto di oltre il doppio rispetto a quello degli uomini, e ora sono oltre il 50% degli iscritti: nel 1985 erano il 46%. Si ritiene che nel 2025 si possa arrivare anche al 58%.

Queste situazioni sono state favorite anche dall’introduzione degli anticoconcezionali, della diminuzione del numero di parti, dai matrimoni a età più avanzate e dalla possibilità di delegare a terzi l’accudimento del bambino; L’aumento esponenziale del numero di divorzi indica che per le donne è importante l’autosufficienza economica (anche se, in caso di divorzio, la giurisprudenza -soprattutto italiana- riconosce alle donne –indebiti- vantaggi) e la possibilità di carriera.

Le donne sesso forte?

Nel libro di Hanna Rosin, “The End of Men and the Rise of Women”, 2012, si sostiene la tesi che le donne siano avanti non solo dal punto di vista istruttivo, ma anche professionale e sociologico. Tuttavia, uno studio di PayScale, una società di gestione e comparazione dati, ha mostrato come il ritorno sull’investimento di un diploma di formazione avanzata fosse, per le donne, al massimo quanto quello dell’uomo, ma non superiore. E tutt’oggi le donne, benché qualificate, non guadagnano più di 3/4 dell’omologo maschio. La risposta di queste statistiche spesso si spiega col fatto che l’ingegneria e l’informatica paghino di più dell’educazione e delle scienze umane.

 

 

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