Le 5 cose che non sai sul TTIP, l’accordo segreto tra USA-UE pt.2

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Le 5 cose che non sai sul TTIP, il trattato segreto USA-UE pt.1

4° e 5° cosa insieme per importanza – I tribunali ISDS

I tribunali ISDS sono un tribunale sovranazionale in cui le imprese possono citare gli Stati per chiedere danni a seguito di tutta una serie di casi. Sono già in funzione nel trattato di libero scambio nord americano e in altri contesti. Pongono una serie di problemi per l’ordinamento democratico come lo conosciamo noi in Europa non indifferenti.

  • Per prima cosa, sono sovranazionali. Non rispondono al giudizio o al comando di Stati nazionali. Non sono perseguibili per alcun motivo.
  • I tribunali e le loro decisioni sono inappellabili. Il tribunale decide così e così è.
  • Strumento al di fuori di ogni controllo democratico.
  • È uno strumento istituito dai grandi investitori per i grandi investitori.

La paura principale è che organismi di questo genere possano frenare l’azione legislativa a tutela del cittadino e del welfare europeo. Nel 2012 il governo australiano iniziò una campagna per far smettere di fumare: la Philip Morris International citò il Governo per danno d’immagine e chiese un risarcimento. In questo caso l’Australia vinse la causa presso il tribunale, ma l’esito non era affatto scontato. La Germania, dopo i disastri di Fukushima in Giappone, ha deciso di bandire il nucleare come fonte di energia dal suo territorio per la sicurezza dei suoi cittadini. Imprese e multinazionali energetiche hanno citato il Governo in giudizio per danni miliardari: se ci fosse stato il TTIP, il Bundestag si sarebbe dovuto difendere non in un’aula di tribunale nazionale, ma in un’aula o a Londra o a Hong Kong di fronte ad una giuria potenzialmente di parte. La causa è ancora in corso. Questi tribunali sono una novità, insomma, per il panorama europeo e di sicuro sono una bordata alle istituzioni democratiche come le conosciamo noi: ad oggi infatti le dispute di questo genere sono trattate nei tribunali nazionali, che sono tenuti a decidere con obiettività e secondo le norme nazionali e non del commercio internazionale. Il che è logico: se investi in un Paese A per estrarre un profitto, ti devi adeguare alle norme del Paese A.

 

Inoltre un tribunale del genere creerebbe una via preferenziale per le cause di certe imprese, e farebbe disparità enormi. Si pensi all’impresa italiana che deve ricevere 500 mila euro dalla pubblica amministrazione  dal 2006, e la multinazionale farmaceutica che è in credito di 300 milioni dal 2013. La multinazionale farmaceutica statunitense potrebbe citare il Governo italiano, ottenere – giustamente in questo caso – il compenso dovuto, ma “non rispetterebbe la fila” e l’impresa italiana che era vicina al saldo del conto otterrebbe i suoi fondi ancora più in là. Questa doppia corsia sarebbe inoltre pregiudizievole: non ci sarebbe più uguaglianza davanti la legge. Privilegerebbe chi ha accesso a questo circuito giuridico privato (cioè gli investitori esteri) e non i cittadini, per esempio.

Non solo, riguardo il TTIP in generale la LSE, London School of Economics ha dichiarato in un paper (p.40) che le imprese USA otterrebbero diritti in UK con l’ISDS che altrimenti non avrebbero. Inoltre lo stesso documento suggerisce che i benefici prospettati dalle parti siano del tutto virtuali e il benessere collettivo aggregato europeo, per come strutturato, rischierebbe di ricevere danni anziché guadagni. (pg.43 -in fondo- e ss)

I benefici economici del TTIP, sostiene la London School of Economics, non ci sarebbero.

Inoltre, uno studio di Kyla Tienhaara, della ANU (Australian national University) a Canberra, ha dimostrato nel suo studio “Regulatory Chill and the Threat of Arbitration: A View from Political Science” tramite evidenze empiriche, che questi diritti speciali delle imprese estere condizionano in maniera pesante l’azione legislativa dei Paesi e quindi pongono freni alla democrazia stessa, che viene messa sotto una spada di Damocle ogni qualvolta si vada contro gli interessi delle grandi aziende, di cui l’Italia è priva. Questi interessi spesso possono essere in conflitto con quelli dei cittadini (Eternit, per esempio, negava che il materiale potesse essere nocivo).

Non solo, in Canada un ufficiale denunciò che per ogni provvedimento legislativo arrivavano lettere dalle organizzazioni con le loro condizioni, che se non fossero state prese in considerazione avrebbero portato il Governo in tribunale. Sull’ambiente diceva:

“Ho visto arrivare lettere da New York e Washington al Governo canadese su praticamente ogni proposta di salvaguardia ambientale. Tutte le iniziative prese di mira sono state poi stralciate dal Governo stesso e non hanno mai visto la luce.”

Inoltre:

  • I metodi di elezione di giudici e giuria sono poco trasparenti.
  • La trasparenza in questi tribunali è molto ridimensionata: molti documenti vengono trattati come confidenziali e non di pubblico dominio.

I metodi di elezioni delle giurie sono molto controversi. Tendenzialmente non sono indipendenti e sono pagati a cottimo. Guadagnano circa 3000$ il giorno e hanno tendenzialmente favori verso le multinazionali, perché essendo liberi professionisti sperano di ottenere un indebito vantaggio favorendo associazioni che poi potrebbero chiamarli nuovamente a svolgere lavori.

Inoltre il numero di cause portate avanti in questi tribunali cresce in modo esponenziale. E dal momento che questi giudici sono pagati così bene, così come gli avvocati che perorano le cause, si è venuto a creare un mercato della consulenza di denuncia allo Stato sovrano di notevoli dimensioni.

 

TTIP

 

 

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