La strategia dei ROM di Roma per salvarsi dalle accuse

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È stato abbastanza veloce. 2 giorni per scarcerare il più grande. 5 per prenderlo, setacciando a tappeto Roma. Un morto. Otto i feriti.
Ricapitoliamo: all’interno di una automobile senza assicurazione, lanciata a velocità oltre il codice della strada,  un ragazzo minorenne è alla guida, mentre sua moglie diciassettenne e il fratello diciannovenne si trovano sui sedili posteriori. Quando trova un posto di blocco, visibilmente emozionato dall’occasione, il giovanotto inesperto scambia il pedale dell’acceleratore per quello del freno, e così continua a diritto per un chilometro, non riuscendosi a spiegare come sia possibile che premendo proprio quel pedale (del presunto freno), l’auto acceleri. (In seguito ritratterà: mi ero solo emozionato, l’ultima volta al posto di blocco sono stato picchiato. Ho accelerato di proposito, fino a 180 orari).

La Lancia Lybra viaggiava a circa 180 km/h su strada urbana

La Lancia Lybra viaggiava a circa 180 km/h su strada urbana

Poi, ma sono cose che evidentemente capitano, prende 9 passanti, ne ammazza uno, ma non riesce a fermare l’automobile. O meglio, la ferma più avanti, perché scende la moglie, poi riparte. Non viene prestato alcun soccorso ai passanti.

I giudici che hanno sentito questa storia sono stati molto colpiti dalla verosimiglianza e dalla congruità delle testimonianze dei familiari, quindi hanno deciso di scarcerare il fratello maggiore, accusato per primo di essere alla guida dell’auto. Solo 2 giorni dopo 5 di ricerche. E la protesta sale.

Questa la notizia TGCOM: “La posizione del giovane si è alleggerita dopo l’interrogatorio del fratello, il 17enne, padre di un bimbo di 10 mesi e marito dell’altra 17enne arrestata. “Al volante c’ero io – ha raccontato il ragazzino – e quando ho visto l’alt del posto di blocco ho avuto paura ed ho accelerato”. Il 17enne ha anche raccontato che Samuele e la moglie “erano tutti seduti dietro. Quando ho visto la paletta delle forze dell’ordine mi è preso il panico e ho proseguito. L’ultima volta che mi hanno fermato mi hanno picchiato”.

La famiglia Rom ha poi chiesto “perdono” per gli atti commessi.

Fiori sul luogo dell'incidente

Fiori sul luogo dell’incidente

La strategia Rom

È evidente che così facendo, incolpando il fratellino più piccolo, già sposato, i colpevoli ottengono numerosi vantaggi.

  1. Pene più leggere
    1. Per i minorenni sono previste pene scontate e ridotte, proprio perché minorenni.
  2. Risarcimenti
    1. L’auto, senza assicurazione, ha provocato danni, che dovranno essere risarciti dal colpevole. Ma che cosa può risarcire un minorenne rom rispetto ad un omicidio? Si tratta spesso di cifre enormi, risarcimenti giusti, che un (verosimile) nulla tenente non può risarcire. Gli rimarrà addosso per tutta la vita, probabilmente, ma dov’è il problema? È sposato. Ha un figlio. Basta che si tenga tutto la moglie e poi passi al nascituro. L’eredità del padre poi potrà essere direttamente girata.
  3. Fratello maggiore salvato
    1. Il fratello maggiore, su cui gli inquirenti hanno subito puntato il dito, avrebbe avuto pene enormemente più grandi e pesanti. Così facendo, non aggirano la legge, perché non la aggirano (qualcuno paga), ma di fatto la eludono.

 

 

E intanto la protesta monta, tra le persone, che si sentono indifese e prese in giro. Beffate, non sicure per le strade. La propaganda sui rom è da alcuni punti di vista tecnicamente corretta, perché risponde a delle necessità che persone avvertono come pregnanti, come la sicurezza, la legalità, la certezza del diritto in ambito penale. Scorretta perché tratta il fenomeno (che c’è) con strumenti volutamente semplicistici e non “risolutòri”. Però, sicuramente, questa è tutta acqua che a Roma va al mulino delle Ruspe.

 

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