La propaganda sui vigili urbani di Roma

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La propaganda sui vigili urbani di Roma: è vero o no? Avevano annunciato lo sciopero?

 

«Leggo di 83 vigili su 100 a Roma che non lavorano “per malattia” il 31 dicembre. Ecco perché nel 2015 cambiamo le regole del pubblico impiego‪#‎Buon2015‬»

Matteo Renzi, da Courmayeur sugli sci.

Ha fatto scalpore la notizia che oltre l’80 per cento dei vigili urbani di Roma si sia messo in malattia per l’ultimo dell’anno, molto meno che l’attuale Presidente del Consiglio se la spassi e giudichi gli altri sul lavorare quando lui è in vacanza a nostro carico.

In effetti è strano che a) tutti abbiano contratto l’influenza proprio l’ultimo dell’anno, e b) questi permessi siano stati concessi.

Possibile che la Municipale non si sappia organizzare fino a questo punto? I vigili urbani di Roma spesso saltano alle cronache per il loro atteggiamento molto permissivo per tutta una serie di infrazioni che infestano la Capitale, dalle doppie file all’abusivismo. Quindi un bersaglio perfetto, un attacco verso di loro avrebbe trovato consensi ovunque.

Le critiche infatti sono piovute da tutte le parti, è iniziato il gioco dello scarica barile a oltranza, finché non si spegne la musica, la magistratura ha aperto un’inchiesta, l’humus politico ha gridato allo scandalo e ha additato la mancanza di controlli come causa deflagrante, ma.. gratta gratta..

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_29/vigili-protesta-capodanno-niente-straordinari-contro-clemente-bac91912-8f35-11e4-b2e8-757fd60bcfb4.shtml

Quel che salta fuori dall’articolo è che lo “sciopero” di fine anno, con la richiesta delle ferie, era stata una cosa annunciata. Piano retributivo molto vago, orari indefiniti, un carico di lavoro eccessivo avevano portato alla rottura. Quindi questa cosa era organizzata, era andata sul giornale e i direttori delle forze dell’Ordine lo sapevano da tempo.

Ovviamente nessuno ne fa menzione. Sul corriere della Sera c’era già l’articolo in cui si annunciavano queste misure.

A darci carico, due giorni prima di Capodanno, il 29 dicembre, era stata diffusa la notizia che il 55% dei lavoratori impegnati durante la notte del 31 sarebbero stati impiegati in un “turno di lunga“.

Ovviamente, chi aveva fatto programmi si è sentito scivolare. Capodanno si sa che giorno è dal 1° gennaio, e ci sono ben 364 giorni per organizzare i turni per l’ultimo dell’anno. Il ridursi all’ultimo è sembrata una presa in giro

Dall’articolo del corriere si legge:

“Sulla carta dovevano essere più di 700, in realtà – secondo una stima dei sindacati – per l’ultimo dell’anno i vigili in servizio saranno al massimo 250.”

 

L’evento, contestualizzato da pochissimi, ha dato alito a tutte le voglie di “riforma” del settore pubblico, senza veramente scendere nel nocciolo della questione: il pubblico impiego non è sovrapopolato, ma mal gestito. Gestito da persone nominate, come le recenti indagini su Roma hanno dimostrato, che non hanno la più pallida idea di cosa debbano fare. Benché la municipale della Capitale non sia immune da pesanti critiche, questa volta darle addosso non sembra molto corretto.

 

Inoltre, cosa non da poco, dai dati diffusi emerge che nell’80% di assenze fossero conteggiati ANCHE coloro che erano in ferie, cosa non da poco in un periodo come questo, e che avevano fatto regolare richiesta.

Il pesce, in questo caso, puzza dalla testa.

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