La Buona Scuola 3.0: pagare gli studenti, versione aggiornata

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A seguito dell’interesse mostrato per la proposta (Clicca qui per il link) e i dibattiti che ne sono seguiti su Reddit, in cui oltre un centinaio di persone sono intervenute (da tutto il mondo), ho deciso di approfondire e raffinare le modalità di applicazione di una norma simile.

( in fondo i link)

Da dove vengono i finanziamenti?

Dai fondi stanziati per gli 80 euro, lotta all’evasione (è come il prezzemolo, ovunque), vero utilizzo della consip

In cosa consiste?

Lo studente che frequenta la scuola, riceve uno stipendio settimanale accreditato su un conto suo presso la Cassa Depositi e Prestiti, che dipende dall’anno in cui è iscritto ( e quindi dalla sua età). Di fatto, pagare gli studenti.

In che modo? / Superiori

Lo studente riceve la “paghetta” dalla terza liceo in poi, fino alla conclusione del suo ciclo di studi. Non fa differenza l’indirizzo, il rendimento o la regione. La scuola però potrà imporre sanzioni per motivi disciplinari. 

In che modo? / Università

Qualunque facoltà uno intraprenda, riceve questo emolumento. Di università ce ne sono tre tipi in Italia: triennali, magistrali e a ciclo unico. Per quel che riguarda le triennali e le ciclo unico, la “paga” sarebbe versata dall’inizio del secondo anno.

NB: se così non fosse chiunque entrerebbe all’università, senza aver voglia di studiare. Per diventare “dipendenti studenti” e quindi ricevere i fondi, bisognerebbe dare almeno metà dei cfu (crediti formativi universitari) previsti dal primo anno di studi (30, circa) con una media superiore a 25. Le università potrebbero premiare gli studenti con rendimenti maggiori, magari ricorrendo ai decili sulle distribuzioni dei voti, ma dovrebbero essere iniziative entro ogni ateneo, e non a livello nazionale.

Quanto:

Lo stipendio arriverebbe settimanalmente, perché così anche i ragazzi imparerebbero ad amministrarsi le finanze.

3° superiore – 12.5 (50 €/m, 600 €/a)
4° superiore – 20 (80 €/m, 960 €/a)
5° superiore – 35 (120 €/m, 1440 €/a)

Uni triennale – 100 (400 €/m, 4800 €/a)
Uni specialistica – 150 (600 €/m, 7200 €/a)
Uni ciclo unico – 112.5 (450 €/m, 5400 €/a)

Si noti: non c’è pagamento per i dottorati: ricevono già emolumenti (benché discutibili). Il primo anno fuori corso (tesi esclusa), le cifre si ridurrebbero a 1/3, non di 1/3. Oltre il primo anno fuori corso (tesi ancora esclusa), i versamenti sarebbero bloccati.

A ragazzi in difficoltà il Ministero potrebbe fornire le risorse anche per il primo anno, sotto l’impegno però di avere una certa produttività, onde dover restituire tutto il finanziamento (ovvero 4800 euro, l’importo per un anno). Andrebbero fornite motivazioni serie e importanti.3

I costi:

In Italia ci sono stati nel 2014 2.580.007 studenti alle scuole superiori (dati MIUR) e 1,7 milioni di iscritti, con 253mila immatricolati (al primo semestre, quindi) (dati MIUR).

Ponendo, per mancanza di dati più precisi, che alle superiori gli studenti si equiripartiscano su tutti gli anni:

Facciamo:  numero totale studenti diviso i 5 anni, quindi moltiplichiamo per 3, il numero degli anni che ci interessano. Dopo di che facciamo la media delle paghette e la moltiplichiamo per il numero di beneficiari.

2.580.007/5=
*3= 1.548.005 per fare cifra tonda.
In media uno studente liceale prende
(600+690+1440)/3 = 910 € l’anno

910 * 1,55 milioni = 1 411 000 000, cioè 1 miliardi e 411 milioni circa.

All’Università, prendiamo il numero totale degli iscritti. Leviamo gli immatricolati e otteniamo il numero di persone iscritte al 2° anno:

1,7-0,253= 1,447 milioni. In media l’universitario prende 5800 l’anno.

(4800+7200+5400)/3=5800
in realtà questa è una assunzione molto forte. Le università hanno durate differenti.
Il calcolo è indicativo.
5800*1,447 milioni = 8 392 600 000, cioè 8 miliardi e 329 milioni

La somma

1,411 + 8,329 = 9 740 000 000

Conclusioni

Con 10 miliardi di dotazione il programma sarebbe completamente coperto, e probabilmente avanzerebbe qualcosa. Per finanziarlo basterebbe depennare del tutto il bonus da 80 euro, per cui sono stanziati, appunto, 10 miliardi di spesa. Le cifre finali sarebbero maggiori, dal momento che non tiene conto dei fuori corso di un anno, per esempio.
Il ragionamento che va fatto è quanto, questo programma, possa portare beneficio alla società rispetto agli 80 euro che andrebbero a sostituire. A giudicare da come i ragazzi si trovano oggi.. molto.

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È una proposta, capito?

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