ITALIA: come ti perdo la prima azienda manifatturiera (di nuovo). Finmeccanica Airbus, ennesima scalata? E se per salvare l’Europa dovesse sacrificarsi l’Italia?

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ITALIA: come ti perdo la prima azienda manifatturiera (di nuovo). Finmeccanica Airbus potrebbe essere l’ennesimo deal in un “ottica europea”. E se per salvare l’Europa dovesse sacrificarsi l’Italia?

La situazione è questa: l’Italia non va e il Governo è in grave difficoltà di fronte ad un’economia che non risponde agli stimoli. Per quanto si possano trovare gli interventi dei vari ministeri interessanti o meno, il problema è gran parte di natura esogena e quindi modifiche interne non possono che spostare leggermente gli indicatori.

Per fare un paragone è come se l’Italia fosse un bel veliero in mezzo al mare, piantato per colpa della bonaccia. Hai voglia a soffiare contro le vele.

Governo che è alle prese con tutta una serie di riforme che potrebbero portarlo a fare la fine del Cameron, se i dati occupazionali e macroeconomici dovessero peggiorare. Dopo aver personalizzato il referendum – pensando di fare cosa saggia – Renzi si è accorto che aver legato le sorti del suo esecutivo alle urne è stato un boomerang enorme. Si ricorda ancora Mariaelena Boschi dalla Annunziata dire che se il referendum fosse andato male, “avrebbe tratto le sue conclusioni dal fallimento del progetto politico”. Successivamente ha fatto retromarcia, ma non gli è stato perdonato.

Quindi la posta in Italia è alta. In più c’è l’emergenza migranti che pesa come un macigno. Per riuscire a smuovere qualcosa occorrerebbe avere più spazio per manovre espansive (equivalente di un enorme ventilatore per la barca a vela) per salvarsi dal referendum. Ma l’Europa – cioè Berlino – hanno le idee chiare a riguardo.

Occorrerebbe un alleato, per smuovere qualcosa a Bruxelles. Un alleato di peso. Ora che c’è stata la Brexit i 3 grandi sono Italia, Francia e Germania. E Hollande e Merkel sono sempre andati abbastanza d’accordo. Serve qualcosa che possa convincere Hollande a spingersi più sul versante mediterraneo invece che continuare a far finta che la Francia sia un paese nordico. Il ministero economico francese è molto più vicino a quello italiano (come manovre, interventi e storia) che non a quello tedesco.

Cosa potrebbe avvicinare Parigi a Roma, se non.. delle proposte che non potrai rifiutare?

Finmeccanica Airbus ?

Finmeccanica Airbus ?

Ebbene, a questo punto si ha qualcosa di abbastanza inusuale. Un articolo di Pinotti (Ministro della Difesa) e Gentiloni (Ministro degli Esteri) su un quotidiano francese molto importante, Le Monde, che invita a ripensare la difesa europea come una, singola, e non come la somma di tanti eserciti differenti.

Argomento delicatissimo. Finmeccanica Airbus.

Logo Generali

Soprattutto in Francia, nazione abbastanza guerrafondaia che sull’esercito ha investito e investe enormi risorse (con tanto di progetti alternativi a joint ventures europee, come l’Eurofighter Typhoon e il Dassault). Si tocca un nervo scoperto.

E se, dicono i rumors, si offrisse ad Airbus Finmeccanica? Airbus è una società a testa francese che produce aerei di ogni stazza e Finmeccanica produce elicotteri e aerei da combattimento. A livello industriale potrebbe starci.

Questo, dicono, più un disco verde tra Axa e Generali, come analizzato in precedenza.

 

Logo Axa

Per capire come va un possibile merger tra società, è importante guardare tutti gli indicatori di redditività ecc.. ma il punto di riferimento “istintivo” è il fatturato. Fatturato, fatte le debite semplificazioni, significa stazza. E spesso pesce grande mangia pesce piccolo. Finmeccanica Airbus.

NazioneFatturato
FinmeccanicaItalia13 mld (2015)
AirbusDrapeau de France60 mld (2014)

La nuova Finmeccanica si chiama Leonardo

NazioneFatturato
GeneraliItalia70 mld (2015)
AxaDrapeau de France92 mld (2014)

Un (temo) possibile (mi auguro remoto) merger tra società di questi lignaggi non è materia puramente economica e di mercato, ma anche politica. Fa differenza mettere una sede legale in un Paese piuttosto che in un altro. Il rischio è che entrambe le società finiscano oltralpe.

E dopo che FCA e EXOR hanno lasciato il Paese alla volta dei Paesi Bassi, Finmeccanica è diventata la più grande società manifatturiera del Paese. E Generali la più grossa in termini assoluti.

Dovessimo perderle entrambe, rimarremmo soltanto con utility di stazza internazionale – grosse, però, per necessità – ma totalmente disarmati di rappresentanza sui mercati globali. Finmeccanica Airbus.

Onestamente penso che l’obiettivo di portare dalla nostra la Francia sia una strada non solo intelligente, ma necessaria. Abbiamo avuto assaggi abbastanza soddisfacenti dell’Europa a trazione nordica: tra Brexit, neonazionalismi, Turchia e crisi dei migranti rischiamo di tornare al trattato di Roma.

La strada che si paventa però non solo è pericolosa ma è deliberatamente autolesionista. Occorre crescere, per i nostri Campioni nazionali, come peso e fatturato. Quindi ben vengano M&A di ogni tipo, purché sia chiaro che darsi in pasto ad aziende straniere così è il modo più veloce per desertificare un tessuto industriale già provato, non rinvigorirlo.

Lo strabiliante lavoro del reparto grafico di Finmeccanica

Lo strabiliante lavoro del reparto grafico di Finmeccanica

L’Italie appelle à un « Schengen de la défense »

Le Monde | | Par Paolo Gentiloni (ministre des affaires étrangères italien) et Roberta Pinotti (ministre de la défense italien)

Les ministres de la défense français (Jean-Yves Le Drian), allemand (Ursula von der Leyen) et italien (Roberta Pinotti, cosignataire de cette tribune) paraphent un accord pour le développement d’un drone de combat européen, à Bruxelles, le 18 mai 2015.

Le résultat du référendum britannique et la succession d’attaques terroristes meurtrières alimentent un sentiment d’anxiété sans précédent en Europe. Si nous voulons contrecarrer la dérive populiste qui essaye de profiter de la situation pour mettre en avant les arguments antieuropéens, nous devons offrir des réponses efficaces aux préoccupations croissantes de nos citoyens, en commençant par la sécurité. L’une des réponses les plus pertinentes – à vrai dire assez peu présente dans le débat public – est celle qu’on peut donner sur le plan de la défense.

 Si la sortie du Royaume-Uni de l’Union européenne (UE) nous prive d’un Etat membre doté de capacités militaires remarquables, il n’en reste pas moins qu’elle ouvre de nouvelles perspectives pour la défense commune. Sa relance nous permettrait non seulement de renforcer notre capacité opérationnelle dans les zones de crise et dans la lutte contre le terrorisme, et d’augmenter l’efficacité de nos ressources, mais également d’obtenir un impact politique important, en soulignant notre volonté d’appuyer concrètement le projet d’intégration.

La relance de la défense commune nous permettrait d’obtenir un impact politique important, en soulignant notre volonté d’appuyer concrètement le projet d’intégrationLa vision italienne indique deux voies qui mériteraient d’être explorées pour donner suite à ces réflexions. La première est la voie ordinaire, prévue par les dispositions des traités en vigueur. Il s’agirait – comme l’indique…

(LINK) 

(In Italiano LINK)

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