Il mago degli Hegde Found: sta arrivando una nuova crisi

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Sta arrivando una nuova crisi, e a dirlo non è proprio l’ultimo arrivato.

Andando a gambero, nel 2008, piena crisi, il suo fondo d’investimento ha avuto un rendimento del 54,8%. Cinquantaquattro virgola otto per cento: i BTp oggi rendono meno dell’1%.
L’Odey Asset Management è un gioiellino speculativo, quindi molto attento ai movimenti del mercato.
Il suo proprietario, Crispin Odey, non ha dubbi: sta per arrivare uno tsunami, uno shock sui mercati. Va da sé che se avrà visto giusto, si coprirà d’oro un’altra volta.

Dopo aver detto che “questa è la migliore opportunità di fare short (vendita allo scoperto) dal periodo compreso dal 2007-2009″, Odey scodella la sua massima: dal momento che l’economia mondiale è molto incerta e cagionevole, e che le Banche Centrali (vedi Federal Reserve, BCE, Banca d’Inghilterra, Bank of Japan ecc..) hanno esaurito le mosse anticicliche da fare, beh, al prossimo minimo sobbalzo qui salta tutto per aria.

Quindi si affida alla storia per commentare la situazione odierna: benché i mercati siano inondati di liquidità, questo non significa che siano liquidi al primo shock. Un punto per lui: gli investitori potrebbero benissimo decidere di tenerli in cassa. La storia inoltre non aiuta: se si è in recessione con bassa inflazione, il rating dei titoli viene colpito in modo brusco; quindi anche i rendimenti si muovono di conseguenza.

Quel che sicuramente è interessante notare è come in un momento di problemi generalizzati le borse non abbiano mai sofferto troppo. Dal 2010 infatti l’indice Dow Jones ha avuto un andamento eccezionale, sfondando tutti i massimi. Si guardi bene che la ripresa è stata successiva: la FED è stata aspramente criticata e indicata come responsabile dell’andamento; potrebe aver gonfiato una bolla. Ma, dicono da Washington, non c’ero alternative percorribili. Di sicuro non avrebbero fatto come in Europa.

 

 

Ma anche nell’Europa della crisi del debito (2011), i mercati non sono andati affatto male, a dispetto dell’economia reale.

 

 

La domanda a cui poi viene sottoposto è: quindi, investo su quali titoli?

Lui non ci pensa molto: “i mercati saranno devastati, le commodity (materie prime, per esempio) potrebbero essere molto pericolose; le aziende multinazionali di prodotti di largo consumo sembrano troppo esposte sui mercati emergenti e le società che gestiscono i fondi sono tutte imperniate su asset sbagliati, soprattutto, di nuovo, verso i Paesi in via di sviluppo. La volatilità sale e non ogni operazione funzionerà. L’Australia vedrà i tassi scendere dello 0,5% e nel lungo all’1,5%, dagli attuali 2,5%”.

Non dice molto altro.

Beh: ve lo dico io su cosa investire. Se veramente temete uno shock borsistico e ci giocate spesso andate o sull’oro o su terreni edificabili. Renderanno, se decresce il mercato, con pazienza.

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