Giuramenti sbagliati (o forse no). Un relativismo universale. Hong Kong si comporta male.

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Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto ? E’ nato prima l’uovo o la gallina ?

La riposta universale a tutti i nostri problemi sta nel punto di vista che assumiamo. Tutto dipende dalla nostra posizione, dalla nostra luce, dall’umore, dall’altezza da cui guardiamo le cose e, sopratutto, dall’area geografica. Molte incognite che portano a molte risposte differenti. A molti punti di vista diversificati.

La vita è bella perchè varia.
Ogni volta che ci si imbatte in una nuova questione bisogna spogliarsi dei preconcetti, dei pregiudizi che circondano il nostro credere e approcciarsi con verginità cognitiva al problema. Il problema può avere diverse soluzioni a seconda di dove si colloca l’osservatore. La questione che ha dato il via alla mia riflessione è nata da delle parole sbagliate. Parole terribili a quanto pare. Ma terribili per chi ?

C’è stato un comportamento scandaloso, qualche tempo fa, di due giovani parlamentari presso Hong Kong; a quanto pare erano favorevoli all’indipendenza di tale regione amministrativa speciale dalla Cina e l’hanno voluto dichiarare apertamente nel giorno del loro solenne giuramento. Quest’ultimo, infatti, conteneva una formula ” sovversiva e separatista” in cui si parlava della “sovranità di Hong Kong”.

Lo scandalo del parlamento di Hong Kong è un fortunato caso di attualità che mi dà la possibilità di osservare come la risposta al problema potrebbe cambiare a seconda del banale punto di vista. Se io fossi cinese griderei all’oltraggio. Se io fossi una “Xiangangren”(Xian Gang è il nome in lingua cinese di Hong Kong, “porto profumato”, Ren significa “uomo”) la vedrei.

Non potendo reincarnarmi in nessuno dei due mi limiterò a  ricordarvi banalmente alcuni passaggi storici di questa potente regione amministrativa speciale e lascerò a voi i vostri commenti e le vostre riflessioni. Io non sono nessuno per imporre una mia idea. Non mi permetterò di fare commenti di valore ( per quanto avrei voluto assistere alla scena di questi due parlamentari che disprezzano la potente sovranità cinese) ma vi voglio solo fornire le nozioni chiave per leggere questa notizia di cronaca.

I confini non stanno sulla carta o sui libri di geografia, ma nascono e rimangono ben delineati nelle nostre teste, nel nostro passato e nelle persone che li creano.

Hong Kong è diversa. Hong Kong ha avuto una vita incredibilmente differente rispetto alla Cina. Hong Kong è ed era una potenza economica già dapprima del suo ritorno (Huíguī, 回 归) alla RPC. L’art 5 della Legge Fondamentale di Hong Kong, stabilisce che «Il sistema e la politica socialista non devono essere applicate nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong e il precedente sistema capitalista e lo stile di vita devono rimanere invariati per 50 anni» in tale situazione, quindi, entrambi i governi operano con poteri limitati.

Ma se al di fuori la RPC si configura come uno Stato unitario e proclama la sua unitarietà, nella realtà dei fatti permane nella bella Hong Kong una forte diffidenza e un forte spirito indipendentista. Ci sono stati troppi anni di colonialismo. Troppi anni in cui essa è cambiata. Troppi anni sono trascorsi fino a che il 1 luglio 1997 l’Esercito Popolare di Liberazione “riconquistò” pacificamente il territorio, corrispondente all’Isola di Hong Kong e alla parte meridionale della penisola di Kowloon.
I due parlamentari hanno forse solo voluto dimostrare che lo spirito indipendentista di tale regione amministrativa, anche se viene molto spesso taciuto, permane nelle menti degli animi più inquieti e sognatori. Guardando al passato, possiamo trovare le chiavi di lettura che stavamo cercando. Non si troverà mai la risposta certa e assoluta alle nostre domande, ma almeno il giusto contesto per la propria riflessione.

Annalisa Z

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