Giappone ISIS: Tokyo userà ogni canale per salvare il secondo giornalista

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Giappone ISIS, è questa la sfida che si appresta a giocare Shinzo Abe, primo ministro del Sol Levante.

Kenji Goto e Haruna Yukawa sono stati presi in ostaggio dallo Stato Islamico che ha chiesto un risarcimento a Tokyo di 200 milioni di dollari, poi cambiato con una liberazione di prigionieri. Il governo nipponico si è subito rifiutato di pagare, e dall’Iraq sono arrivate le immagini di Goto che teneva in mano una foto con il compagno Yukawa decapitato. Sfortunatamente, sulla veridicità delle foto Abe ha detto che erano “altamente probabili“. Inoltre sono state recapitate anche alla famiglia di Yukawa, che ha definito l’atto come un’onta terribile. I familiari di Goto, quello ancora in vita, si sono definiti sopraffatti dalla tristezza e hanno chiesto scusa alla Nazione per il disturbo recato.

L’ISIS vuole che venga a questo punto liberato un prigioniero: Sajida al-Rishawi, una donna irachena condannata alla pena capitale in Giordania per gli attentati a 3 hotel di Amman nel 2005. Durante quegli attentati, anche suo marito si immolò facendosi saltare.

Un cambio di strategia notevole per i miliziani, che a questo punto cercano vittorie psicologiche: con i soldi rifornivano gli affiliati di armi e stipendi, così facendo dimostrano di poter tirar fuori dalla galera i loro soldati mandati in missione.

Manifestazione a sostegno della liberazione degli ostaggi

Manifestazione a sostegno della liberazione degli ostaggi

La Giordania ha ancora rancore per la vicenda del soldato ucciso da parte dell’ISIS di  inizio gennaio. Durante un raid, le forze jihadiste avevano colpito un aereo da guerra e il pilota dopo essersi ejettato era stato catturato: dopo due blitz delle forze speciali andati a vuoto però è stato ucciso. Il premier giapponese ha chiamato subito re Abdullah di Giordania, sabato, conferma il ministero degli esteri.

Una liberazione del prigioniero giordano però farebbe molto male al morale dei giordani, e soprattutto alle istituzioni; dall’altra parte, benché i giapponesi approvino in maggioranza il modo in cui è stata gestita la vicenda dei due ostaggi (in sostanza, hanno accettato che venissero uccisi), il governo centrale di Tokyo ha intenzione di muoversi per salvare il suo cittadino. Però, appunto, la strada è in salita, e sono forti le resistenze di re Abdullah.

Esercito giapponese in spolvero nel 2014

Esercito giapponese in spolvero nel 2014

Sembra più probabile un intervento di terra giapponese, che sancirebbe il ritorno alle armi tanto agnognato da Shinzo Abe e il riavvio dei programmi militari seri, che non si svolgono da quando Hiroshima e Nagasaki vennero bombardate con due scariche di chilotoni.

 

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