Perché la vera Francia NON è in guerra e come sono stati i giorni dopo l’attentato

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Oggi, a mezzogiorno, ero lì.

Ero a mangiare con alcuni amici quando gli altoparlanti si accendono. Una voce metallica gracchia qualcosa. Ci alziamo in piedi, capo chino. Un minuto di silenzio.

Francia Guerra. Francia Guerra.

Una cosa che mi ha sorpreso, a Rennes, è stata la reazione agli attentati. Onestamente l’argomento ha tenuto banco, ma non c’è stata tra gli studenti francesi quel senso di smarrimento che mi sarei aspettato dagli studenti italiani se, per esempio, l’attentato fosse avvenuto a Roma.

Mais.. Paris? E loro ti guardavano con un’espressione contrariata. Meglio non parlarne. La prima sera è stata quella difficile da digerire, poi tutto è velocemente tornato alla normalità. La sera dopo tutti i bar andavano alla grande. Se è vero che potrebbe sembrare strano, forse è stata la cosa migliore. Non dare peso all’accaduto in maniera esagerata: è l’azione di un gruppo di folli, dimentichiamola così. Ricordiamo e onoriamo le vittime, ma non cadiamo nella paura.

La sera sono passato per Place de la Mairie di Rennes, sede dell’Opera. Di fronte a Mairie de Rennes, la bandiera francese era tenuta a mezz’asta con un nastro nero che la stringeva al bacchio. Sotto, una distesa di lumini, con persone che passavano, lasciavano un segno e cercavano di esprimere il loro cordoglio. Quando ci sono passato io erano le 2 di notte e c’erano alcuni studenti che come me erano lì per lasciare qualcosa.

L’idea che mi son fatto è: non è che il francese sia menefreghista. Dignitosamente cela il dolore e la preoccupazione per una cosa del genere, confidando che la normalità smacchi tutto il sangue versato a pochi chilometri di distanza. E gli effetti positivi si sono visti immediatamente.

Prima di tutto, mi aspettavo reazioni istintive e islamofobe. E’ successo il contrario! Quando a Lille alcuni hanno manifestato contro gli islamici, la folla del corteo per le vittime li ha fatti allontanare a suon di fischi. Non sono sicuro in Italia sarebbe successa una cosa paragonabile. Abituato come sono al nostro Paese, la prima cosa che mi aspettavo era di veder scomparire per qualche tempo burqa e affini. Ma non è successo. A fare la spesa ce ne erano diversi e nessuno se ne curava. Perché è normale che in uno Stato laico se tu vuoi vestirti in un certo modo o appartenere ad un certo vredo, tu sia libero di farlo.

Lille: reazione al corteo

In Francia, fortunatamente, le persone non hanno associato una religione ad un gruppo di invasati. Se è vero che tutti gli jihadisti sono sunniti, non è altrettanto vero che tutti i sunniti siano jihadisti. Ma poi c’è l’Eliseo.

La risposta francese, internazionale, è stato un raid aereo su Raqqa, una città presa dall’ISIS e usata come capitale. Nessuno nello Stato Maggiore deve aver considerato che, essendo Raqqa stata conquistata, forse ci sono civili dentro. Subito sono arrivate le rassicurazioni: 30 bombe sganciate, nessun civile ucciso. Un po’ come i missili intelligenti dell’amministrazione americana degli anni 2001-2010.

Oggi il presidente francese François Hollande ha chiesto di modificare la costituzione per ingaggiare una guerra contro l’ISIS. E chiede che l’Europa lo segua. Mi sembra una storia molto simile a quella che ha visto la Libia come palcoscenico e i cui risultati si possono apprezzare tutt’oggi. Sono però previste mobilitazioni per vagliare altre soluzioni, anche perché rispondere occhio per occhio, dente per dente, ha solo e sempre peggiorato le cose. Inoltre, da che mondo è mondo, rispondere alla violenza con altra violenza, minaccia di guerra con guerra, non ha consentito mai di fermare i mattatoi bellici.

Certo, bisogna reagire. Siamo sicuri sia questo il modo? Forse prima bisogna pensare a come sgonfiare il fenomeno, “tagliargli le gambe“, prima di tentare di schiacciarlo dall’alto.

PS, NB: questo non significa che in tutta la Francia la situazione sia pacifica. A Parigi c’è ancora una tensione enorme e lo dimostra il fatto che lo scoppio di due petardi (un’idea geniale, visto il periodo) abbia letteralmente impanicato una folla scesa per ricordare le vittime. Inoltre il fatto che nessuno conoscesse le vittime ha se non altro aiutato a digerire le cose. Altrimenti sarebbe stato molto differente.

 

 

 

 

 Francia Guerra. Francia Guerra. Francia

 

Guerra. Francia Guerra. Francia

Guerra. Francia Guerra. Francia Guerra. Francia Guerra. Francia Guerra. Francia Guerra. Francia Guerra. 

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