Nessuno vuole la Grexit: creditori fanno marcia indietro

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Dopo giorni di tensioni sui mercati e dichiarazioni improvvise su referendum e abbandono dei tavoli (nonché porte chiuse in faccia agli eurogruppi), la saga di Atene sembra concludersi per la via che Diario di Vic ha sempre sostenuto: cioè, Atene rimarrà nell’€ e nell’Europa.

Questo perché i costi legati ad una sua uscita sono di gran lunga superiori a quelli di una sua permanenza. Nessuno vuole la Grexit.

I più recenti sviluppi vedono l’Europa e i creditori in generale come bersaglio di messaggi, dichiarazioni, telefonate. Angela Merkel ha, ancora una volta, ufficialmente confermato il suo ruolo di guida europea e front man dell’unione (e dei creditori/Paesi), visto che Obama non ci ha pensato due volte a telefonarle invece che rivolgersi a rappresentanti degli organismi europei. Insomma, si parla coi pezzi da 90, non con intermediari.

GRECIA: COLLOQUIO OBAMA MERKEL

(AGI) – Washington, 28 giu. – Il presidente statunitense, Barack Obama, ha avuto un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sugli sviluppi della situazione in Grecia. I due leader, riferisce la Casa Bianca, hanno concordato che e’ “di cruciale importanza riprendere un cammino che consenta alla Grecia riforme e crescita all’interno dell’Eurozona. I team economici dei due capi di Stato resteranno in “stretto contatto” per “monitorare la situazione”. (AGI) .

La Merkel si trova strinta tra la volontà di venire incontro alla Grecia, per il bene dell’Unione, e la necessità di far quadrare i conti in patria, visto che la Cdu conta numerosi falchi al suo interno. I rapporti con il proprio ministro delle finanze, Wolfgang Scheuble, si sarebbero deteriorati intorno alla questione, con il falco sempre pronto a sostenere la linea dura. Un monetarista duro e puro. Ma non è l’unico: alla guida della Bundesbank, Weidmann, cerca ogni 15 minuti di sabotare il piano di sostegno della BCE che è l’unico salvagente che al momento consente alla Grecia di non affogare. È per questo che la cancelliera si trova in una situazione abbastanza spiacevole e Obama la chiama perché faccia gli interessi generali piuttosto che elettorali.

E oggi i risultati si sono fatti vedere:

GRECIA: MERKEL, EUROPA DEVE TROVARE UN COMPROMESSO

(ANSA) – “Se fallisce l’euro fallisce l’Europa”. Lo ha detto, ancora una volta, oggi, Angela Merkel, parlando in occasione dei 70 anni della Cdu. “L’Europa deve essere in grado di trovare un compromesso di fronte ad ogni sfida”. Merkel ha ribadito che senza compromessi l’Europa fallisce “e questo non lo vogliamo”. “Se dopo il referendum il governo greco chiedesse di trattare non rifiuteremo le trattative”, ha sottolineato la cancelliera tedesca

E dopo Merkel, tocca all’altro pezzo grosso europeo il colloquio con Washington:

GRECIA: OBAMA PARLA CON HOLLANDE, RILANCIO TRATTATIVE

(ANSA) – Il presidente americano, Barack Obama, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese, Francois Hollande, sulla Grecia. I due leader si sono detti d’accordo sulla necessita’ di rilanciare le negoziazioni. Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.

Persino la Cina oggi si è spesa a favore di Atene:

GRECIA: PREMIER CINA LI KEQUIANG,RIMANGA IN EUROZONA

(ANSA) – La Cina “ha interesse” che la Grecia rimanga nell’Eurozona. Lo ha detto il premier cinese Li Kequiang durante la sua visita a Bruxelles. “Chiediamo – ha aggiunto – ai creditori internazionali di raggiungere un accordo con Atene”.

E infine, una ultim’ora, persino l’UE ha fatto macchina indietro:

GRECIA: DIJSSELBLOEM, LE PORTE DEL NEGOZIATO RESTANO APERTE

(AGI) – L’Aia, 29 giu. – Le porte del negoziato rimangono aperte per la Grecia. Lo afferma il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, interpellato sullo stato delle trattative con Atene. (AGI) .

Il che è tutto dire. Il pressing sull’FMI viene portato avanti direttamente a Washington, porta a porta, e Tsipras incassa questo sostegno morale non di certo perché rimane simpatico ai creditori/astanti, ma perché una Grexit (che nessuno vuole) avrebbe effetti indesiderati non calcolabili e quinti potenzialmente, ma sicuramente, nefasti in un periodo incerto come questo. Di sicuro, farebbe ripiombare l’UE e la zona euro nel marasma più totale, facendo commissariare un altro Paese: l’Italia.

Gli effetti nefasti di una Grexit sarebbero incalcolabili perché nessuno: a) è abbastanza capace di elaborare tutti i risultati di un default, b) perché nessuno, a parte gli interni, conosce veramente i bilanci delle banche e ha idea di quanto reggerebbero ad uno tsunami finanziario, con stralci di titoli di fondi, clausole su derivati CDS, deflusso di capitali. E il primo Paese che si sente l’infrastruttura bancaria scricchiolare sotto i piedi è proprio la Germania.

L’Ex banca dei nazisti potrebbe rompere l’eurozonaL'esposizione verso soggetti in Grecia delle banche in Europa © Ansa

Inoltre una chiusura europea alla Grecia la spedirebbe dritta dritta nelle braccia delle potenze orientali, che si troverebbero un piede nell’Europa (fisica) per un investimento tutto sommato contenuto. Il debito di Atene è piccolo rispetto ai fondi sovrani della sola Cina. Figuriamoci se ci aggiungiamo i russi. E per obiettivi strategici e militari è bene che quell’area rimanga vicino alla NATO.

Quindi, come andrà a finire?

Finirà che la tireranno per le lunghe, ma Atene non fallirà. Potranno arrivare ai richiami di default (ce ne sono 2) ma al momento clou la situazione sarà risolta. Quel che non è ancora abbastanza chiaro è come reagiranno gli altri Paesi.

Bomba libera tutti

O l’Austerity vale per tutti o vale per nessuno. Questo è chiaro all’Europa (cioè Germania), che si trova così dentro un meccanismo perverso. Dovrà dare l’impressione di aver avuto la forza necessaria su Atene per mantenere la linea del rigore (di concerto con gli altri creditori), ma sotto sotto saprà di aver perduto il braccio di ferro. E l’incognita degli altri Paesi sotto torchio, che potrebbero ribellarsi alle imposizioni tedesche, saltando all’ultimo sul carro del vincitore Tsipras (e diranno: abbiamo sempre sostenuto la sua posizione, bla bla bla) è quella che toglie il sonno ai falchi.

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