Economist: il sud Italia è morto.

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L’economist certifica quel che in Italia già si sa: il centro-nord e il sud italia sono economie opposte. Il sud italia è morto.

Il divario regionale in Italia ha raggiunto livelli terrificanti a causa dell’ultima crisi e il tema è uscito completamente dal dibattito politico.

Si fa finta di non vedere che una parte dell’Italia si muove un pochino mentre un’altra sprofonda inesorabilmente. E non si interviene.

Il pezzo parla di due economie, in un unico Paese. Mentre il Nord arranca avanti faticosamente, il sud precipita.

Dopo tre anni di recessione, l’economia italiana è finalmente cresciuta nei primi 3 mesi dell’anno dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Questa è una risposta che spesso viene considerata tecnica: in un’economia avanzata prima o poi, a forza di scendere, torni un po’ su. Torni su perché comunque il mercato è di 60 milioni di persone. Perché all’estero vivono, mentre qui molti sopravvivono. +0,3. Dopo aver lasciato per strada quasi il 9% di PIL. +0,3.

Si prevede una crescita del 0,7%, grazie principalmente ad un euro debole, un petrolio a prezzi abbordabili, il piano di acquisto della BCE e, l’Economist dice, un governo riformista. Prendiamo la nota per buona sotto il profilo economico, anche se con qualche (molte) riserve.

Comunque i dati sembrano buoni: d’altronde, ad oggi, è come se l’Italia dal 2001 al 2013 fosse cresciuta dello 0,2% in tutto.

I dati economici nazionali però nascondono sempre spaccature regionali molto forti.

Sempre nell’arco 2001-2013: Il nord è (di fatto) cresciuto del 2%.

Il sud è arretrato del 7%.

Questo è sicuramente legato al fatto che prima della crisi del 2007,
il Sud comunque non cresceva. Quindi il nord che è cresciuto ha resistito meglio allo shock.
Ma il sud ha avuto una performance, comunque.. indescrivibile. Peggiore delle peggiori previsioni. Durante la crisi 2008-2013, l’economia del sud è arretrata e si è rimpicciolita ad un tasso doppio rispetto al nord, del 13% contro il 7%. Negli ultimi 7, 8 anni, la contrazione è stata costante. Unicredit, tramite un paper distribuito agli investitori, ha detto che si aspetta il trend anche questo anno.

Ma ora i dati nudi e crudi:

Del 943 mila italiani che hanno perso il lavoro tra il 2007 e il 2014, il 70% è del sud.
L’occupazione, al sud, è più bassa che in qualsiasi altro Paese Europeo: il 40%. Occupazione femminile: 33%, rispetto al 50% nazionale. Il tasso di disoccupazione, sempre al sud, è del 21,7%. Secondo l’Istat, nei prossimi 50 anni il sud potrebbe perdere 4,2 milioni di abitanti, un quinto della sua popolazione, tra emigrati e minore natalità.

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