Generali Bolloré – E se la Francia conquistasse anche le Generali?

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L’Italia soffre, come sistema Paese, dell’assenza di imprese di dimensioni titaniche che possano competere sui mercati internazionali con altri ciclopi e fungere da testa di ponte per agevolare lo sbarco commerciale in altri Paesi di tutto quel sottobosco di PMI (che in ogni caso si sono attrezzate diversamente). Generali Bolloré

Qualcuna la abbiamo. Abbiamo ENI (a quota 68 miliardi di fatturato, dagli oltre 100 degli anni precedenti /causa prezzo greggio), Enel (75 miliardi, pag25.), Telecom (19,7 miliardi di euro), Finmeccanica (13 miliardi), Poste e se ci aggiungiamo il settore bancario Unicredit, Intesa San Paolo. Exor (gli Agnelli con Fiat-Chrysler/FCA e Fiat Industrial/CNH) oramai è definitivamente estera dopo che, come ricordava la Stampa:

(perché ora all’Agenzia delle Entrate si dice “semplifica”)

Abbiamo niente che possa comunque avere a che fare con le Grandi imprese di Paesi come gli Stati Uniti (Walmart, 482 miliardi di fatturato), la Germania (la più grande tedesca è Volkswagen Group, a 236 miliardi $), l’Olanda (R.D.Shell, 272 miliardi $) , l’Inghiterra (BP, 225 miliardi $) , la Corea del Sud (Samsung, che come gruppo – quindi da Electronics a Insurance, fattura più di 320 miliardi di dollari), il Giappone (Toyota, 236 miliardi $), la Cina (State Grid, 329 miliardi di dollari). Generali Bolloré – E se la Francia conquistasse anche le Generali?

E nemmeno niente che possa combattere in Francia, Paese che sembra averci preso per nazione da comprare a pezzi e bocconi. Se i francesi ci hanno rilevato numerose aziende nel campo della moda, sono entrati nel nostro settore bancario (BNL), energetico (EDISON) e telefonico* ora sembra che i loro alfieri si siano messi di punta per conquistare una delle poche BIG che abbiamo: Assicurazioni Generali, compagnia triestina.

(*Telecom sopra l’ho inserita nelle imprese italiane, ma potrebbe starci molto poco.)

Assicurazioni Generalli, con 103 miliardi di dollari, è la prima italiana per fatturato. E’ una delle poche multinazionali che se la gioca alla pari con le competitor estere, come Axa e Allianz. Ma pare che in Francia abbiano deciso che Trieste sia città da conquistare e quindi abbiano mosso tutto perché Axa se la compri.

L’alfiere di turno è Vincent Bolloré, che dopo aver fatto un sacco di pastrocchi con Mediaset e Telecom Italia, forte della sua partecipazione in Mediobanca, fa rotta su Generali (di cui Mediobanca è appunto azionista).

Scrive Repubblica:

F.Man. e C.T. per “la Repubblica” Generali Bolloré – E se la Francia conquistasse anche le Generali?

Dietro l’ allarme del governo per le mosse di Bolloré sulla galassia Generali- Mediobanca di cui ha dato conto ieri la Repubblica c’ è prima di tutto la forte irritazione per il suo comportamento in Telecom e Mediaset. Ma tra gli stessi azionisti del Leone si ragiona con qualche ansia sulla possibilità di un rafforzamento dei francesi attraverso Mediobanca.

 [..]

Tra i soci di Generali si ragiona intanto su due altri temi. Il primo è legato ai vincoli del patto di sindacato che impedirebbero a Bolloré di comprare integralmente la quota di Unicredit – se fosse messa in vendita si tratterebbe di un 8% – a meno che tutti gli altri aderenti al patto non rinuncino all’acquisto e in contemporanea approvino la salita del francese. Più comodo per Bolloré, allora, fare acquisti sul mercato. Gli avversari di questa operazione però stanno già correndo ai ripari ricordando che la leva del controllo su Mediobanca più economica – dovrà mettere nel conto il fatto che nei prossimi tre anni Piazzetta Cuccia dovrà scendere dal 13 al 10% del Leone. Una quota che altri soci di peso potrebbero raggiungere senza troppe difficoltà mettendosi assieme. L’ eventuale strada da Parigi a Trieste, insomma, non sarebbe priva di ostacoli.

Il fatto che sia ad ostacoli non significa che scoraggi il bretone dall’assalto: Axa ha appena ceduto la filiale rumena, serba ed è uscita dal Portogallo (con una plusvalenza di 190 milioni di euro). Ha messo sul mercato asset in UK per un controvalore di 830 milioni. Insomma, sta facendo cassa.

Per cosa? Una scalata ostile? Un acquisto in grande stile di una quota che consenta, di concerto con altri soci francesi, un patto di sindacato che garantisca il controllo? Generali Bolloré 

Come è ben noto, Generali è guidata da un francese, Philippe Donnet. Dal sito Generali si ottiene la sua carriera:

PHILIPPE DONNET Generali Bolloré 

  • Amministratore Esecutivo, quale Amministratore Delegato e Group Chief Executive Officer
  • Country Manager Italia
  • Presidente del Comitato per gli Investimenti
  • Amministratore Incaricato del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi
  • Nato a Suresnes (Francia) il 26 luglio 1960

CARRIERA

Philippe Donnet è Amministratore Delegato e Group CEO di Generali dal 17 marzo 2016.

Nel 1983 ha svolto il ruolo di Direttore Vendite presso Maisons Phoenix. Dal 1985 al 2007 ha assunto diverse posizioni presso il Gruppo AXA. Nel 2007 diventa Managing Director Responsabile per Asia Pacific presso Wendel Investissement a Singapore. Dal 2010 ha svolto il ruolo di Managing Partner di HLD a Parigi. Dal 7 ottobre 2013 ricopre il ruolo di Country Manager Italia di Generali ed è stato Amministratore Delegato di Generali Italia fino a maggio 2016.

E’ chiaro non siano coincidenze.

Una operazione del genere dovrebbe ricevere l’OK informale del Governo, vista la portata. Arriverà? Renzi e Bolloré non sono più tanto amici dopo le ultime scorribande del francese. Non resta che sperare in un rigetto forte dei soci italiani (Del Vecchio, Caltagirone, De Agostini) e un contro piano industriale di M&A con pesci più piccoli per aprirsi a nuovi mercati, disinnescare possibili golpe e strutturare Generali come impresa ancora più globale con testa e cuore in Italia. Ci rusciranno, con un AD francofono?  Generali Bolloré – E se la Francia conquistasse anche le Generali?

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