Deutsche Bank crisi: come anticipato, Deutsche Bank è sull’orlo: ecco il motivo del sì tedesco alla Grecia.

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DEUTSCHE BANK CRISI: DIARIO DI VIC AVEVA SOLLEVATO L’ARGOMENTO TEMPO ADDIETRO!

[Guarda anche: Trovato accordo per la Grecia. È come il trattato di Versailles del 1919 che pose le basi per la 2° Guerra Mondiale]

COME ANTICIPATO DA DIARIO DI VIC, LA DEUTSCHE BANK PRESENTA LE PRIME CREPE! ECCO PERCHÈ LA GERMANIA SALVA LA GRECIA. PRINCIPALMENTE PER PARARSI IL DIETRO DA UNA MINA CHE FAREBBE PIOMBARE L’EUROZONA NELLA CRISI PIù NERA.

 

UNA DELLE PRIME BANCHE EUROPEE SEPPELLITA DA 54 MILA MILIARDI DI EURO (54.000.000.000.000,00 €) IN CONTRATTI DI DERIVATI.

OK, LA CONTABILIZZAZIONE È FAZIOSA (SE CONOSCETE I DERIVATI), MA È COMUNQUE UNA MONTAGNA DI DENARO.. CHE SCOPPIEREBBE SE QUALCOSA ANDASSE MALE.

 © EPADeutsche Bank, via due Ad, arriva Cryan

Già componente consiglio sorveglianza gruppo tedesco

(ANSA) – ROMA, 7 GIU – Deutsche Bank annuncia l’uscita dei due amministratori delegati Anshu Jain, con effetto dal 1 luglio, e Juergen Fitschen, che lascerà dopo l’assemblea annuale del maggio 2016. In sostituzione di Jain arriva il britannico John Cryan, già componente del consiglio di sorveglianza del gruppo, che diverrà così amministratore unico il prossimo anno.

La Deutsche Bank ha 54 trilioni di euro di derivati

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Da Libero Quotidiano –  Ugo Bertone

La Deutsche Bank ha 54 trilioni di euro di derivati

«Non possiamo più permetterci il lusso di dirottare la maggior parte delle risorse a nostra disposizione nell’attività di banca d’affari e nei derivati». John Cryan, banchiere inglese di lungo corso, da meno di un mese alla guida di Deutsche Bank, ha aspettato qualche settimana prima di emettere questa sentenza in una dura lettera ai dirigenti. “È inutile negarlo – si legge tra l’altro – la nostra reputazione ha subito grossi danni. E ci vorrà un grande lavoro per ricostruire un clima di collaborazione con i regolatori”. Altro che Trojka.

Cryan ha carta bianca da parte di Angela Merkel e del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble che gli hanno affidato una missione da far tremare i polsi: disinnescare la bomba ad orologeria dei derivati seppelliti nei bilanci dell’istituto simbolo della finanza d’oltre Reno, un incubo che pesa sulle sorti della Repubblica Federale. Vediamo perché.

L’ammontare degli strumenti derivati in mano all’istituto, secondo l’analisi compita nel settembre scorso dall’americana Zerohedge (ma la situazione, al limite, può essere solo peggiorata) si aggira su una cifra astronomica: 54.700 miliardi di euro, non invidiabile record mondiale, pari a venti volte il prodotto interno lordo tedesco e a cinque volte quello dell’eurozona. Per carità, non si tratta di un debito o di un’obbligazione a perdere. A fronte di questo tipo di operazioni, tipiche dei grandi istituti di importanza sistemica, ci sono controparti, per lo più bancarie. Deutsche Bank, insomma, ha venduto, attraverso i derivati, protezione finanziaria ad altri istituti impegnati in operazioni a rischio. Un po’ come fece a suo tempo l’americana Aig che fece da controparte alle operazioni inanzarie di Goldman Sachs, Merrill Lynch e così via, finendo sull’orlo del fallimento durante la tempesta Lehman Brothers. Quello che, probabilmente, potrebbe accadere nel caso di un tracollo finanziario di analoga potenza che potrebbe essere innescato dalla crisi greca.

In sintesi, la scelta tedesca del 2011/12 di salvare le banche trasferendo i crediti dagli istituti privati agli Stati (Italia compresa) aveva una motivazione precisa: evitare ad ogni costo che si potesse scatenare un effetto domino in grado di colpire il cuore della finanza tedesca, già impegnata nel costoso salvataggio di Commerzbank. Il problema si ripropone, in maniera più grave, oggi. Negli ultimi anni Deutsche Bank ha accresciuto la scommessa sulla finanza innovativa (e, sulla carta, più redditizia). Intanto, per far fronte ad un bilancio sempre più esagerato, la banca ha assorbito tre aumenti di capitale e ha in pratica divorato gli sportelli della Post Bank, acquisita dalle Poste grazie al sostegno del governo. Ma, soprattutto, l’obiettivo di recuperare posizioni, ha spinto i vertici dell’istituto a spingere i traders ad impegnarsi nelle attività più rischiose e spesso illegali. Deutche Bank è stata condannata sia per la manipolazione del Libor che del mercato dei cambi, per citare gli ultimi scandali. E’ troppo anche per la Merkel, anche perchè i depositi della Deutsche Bank rappresentano solo un centesimo di questi 55,6 trillioni di prodotti derivati… Cipro non è nulla al confronto.

di Ugo Bertone

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