Deutsche Bank in crisi: -6%. E quando a dare problemi è la Germania, come ci si comporta?

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Deutsche Bank in crisi

Ne parlavamo qui qui e qui.

Il gigante tedesco Deutsche Bank, colosso che sotto il Terzo Reich confiscava le attività imprenditoriali degli ebrei in Germania, che è stato trovato con la mani nella marmellata per il discorso della crisi dei subprime del 2007 (anche se si farebbe prima a dire chi non c’era in mezzo), la crisi Greca e altre storie di riciclaggio, dopo aver girato più CEO che mutui ipotecari, inizia ad essere nel mirino dei mercati dopo la proposta della maxi multa USA per 14 miliardi di dollari.

Il colpo probabilmente sarebbe fatale per l’Istituto che dovrebbe ricorrere a strumenti di emergenza.

Gli Stati Uniti hanno tirato su dal settore bancario una finanziaria italiana: JP Morgan ha pagato 4,5 miliardi di dollari, Morgan Stanley e Citigroup hanno versato (in 2), 18 miliardi, Goldman Sachs 5 e BoA ben 16 miliardi. Non si tratterebbe quindi di una multa troppo monstre, visto che c’è chi ha pagato di più.

Verosimile è che questa mossa sia una controritorsione alle multe che la Commissione sta infliggendo ai colossi tecnologici americani, rei di pagare tasse ridicole sui propri ricavi (0,qualcosa%)

In ogni caso, l’effetto per il mediterraneo è uno e uno solo: la Germania ora è potenzialmente vulnerabile.

Le prossime mosse di Berlino saranno influenzate sia dal settore bancario in crisi, da una ondata di populismo legata all’immigrazione e dalla necessità di mantenere in vita un sistema europeo che consente di accumulare surplus commerciali senza pagare il dazio dell’apprezzamento monetario.

In ogni caso, qualcuno a Largo Chigi si strofina le mani per una Deutsche Bank in crisi.

ANSA – Redazione

Deutsche Bank crolla ai minimi da 24 anni in Borsa

Pesa mega-multa Usa da 14 mld dollari per mutui subprime

Deutsche Bank crolla ai minimi da 24 anni in Borsa, appesantita dai timori sulla solidità patrimoniale della banca tedesca in vista del mega risarcimento da 14 miliardi di dollari chiesto dagli Usa per chiudere il contenzioso legato ai mutui subprime. Alla Borsa di Francoforte il titolo arriva a cedere oltre il 6% a 10,69 euro, rivedendo i livelli più bassi dal 1992. Su Deutsche Bank pesano anche altri contenziosi, a partire dalla manipolazione dei tassi di cambio, il trading di metalli preziosi e operazioni sospette di scambio di titoli azionari in Russia con accuse di riciclaggio di denaro. Deutsche Bank in crisi

Il governo tedesco non considera alcuna ipotesi di aiuto di Stato per Deutsche Bank. “Non c’è alcuna ragione per questo genere di speculazioni – ha detto il portavoce del governo Steffen Seibert nella consueta conferenza stampa del lunedì a Berlino, rispondendo a una specifica domanda – e il governo non partecipa a tali speculazioni”.

Seibert ha poi aggiunto che da parte governativa ci si augura che “come per altri istituti”, la sanzione su cui autorità Usa e Deutsche Bank si accorderanno sarà “equa”. La cancelliera è sempre in contatto con i vertici dell’economia tedesca, ha concluso Seibert, che però ha escluso incontri riservati tra Merkel e il Ceo di Deutsche Bank, John Cryan, negli scorsi mesi.

Il capo di Deutsche Bank, John Cryan, “non ha in alcun momento pregato la cancelliera di far intervenire il governo nelle trattative in corso con il ministero della Giustizia Usa” sull’ammontare del mega-risarcimento per chiudere il contenzioso legato ai mutui subprime.

Lo ha detto un portavoce dell’istituto tedesco, aggiungendo che “Deutsche Bank è fermamente decisa a risolvere da sola le sue sfide”. Anche la questione di un aumento di capitale al momento non si pone, ha concluso il portavoce. La replica è alle indiscrezioni di sabato scorso del settimanale Focus, secondo cui Merkel avrebbe negato a Cryan l’intervento del governo di Berlino nel contenzioso con gli Usa e aiuti di Stato. Deutsche Bank in crisi

 

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