Ma dove vai se l’inflazione non ce l’hai? Torna la deflazione: enormi problemi per Renzi, conti pubblici ed economia

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Deflazione, signori. Torna la deflazione: problemi in vista (strano) per il governo.

Per chi masticasse poco il linguaggio economico, deflazione significa che i prezzi dei beni diminuiscono invece di aumentare (e si parla in quel caso di inflazione). Bello, direte voi. Pago meno le cose! Se da una parte è vero, dall’altra questa cosa rischia di essere molto perniciosa per le imprese che vi danno lavoro: i prezzi si abbassano, non coprono più i vostri stipendi, finite sul marciapiede, crisi nera. Questo è quello che insegna a grandi linee macroeconomia.  Qui sotto il grafico dummy di Panorama che la prende con allegria: la spirale del declino. Noi non siamo così catastrofici e la prendiamo con un po’ più di distaccamento professionale, resta il punto che il problema è serio ma non (del tutto) inatteso. Che l’economia italiana vada malaccio si sa. Che il referendum non porti occupazione lo sappiamo – anzi, riduce ridurrebbe il numero dei parlamentari, quindi tecnicamente fa male all’economia. Quindi la notizia era nell’aria.

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Tanto più che l’Italia non è la prima volta nell’ultimo decennio che veda la deflazione. Si guardi il grafico ISTAT riproposto da Repubblica: è cosa molto recente!

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Tutto questo significa guai, che si sommano ad altri guai scaturiti da guai preesistenti al governo + guai che il governo si è creato da solo.

In particolare la deflazione non aiuta i debitori (come l’Italia). E in un momento come questo, dove Bruxelles ci fa le pulci alla legge di bilancio non aiuta di certo avere qualcosa come la deflazione che ti abbruttisce, in prospettiva, i conti previsionali. E quindi noi continuiamo, mentre il mondo va avanti, e dibatterci nello stesso bicchier d’acqua.

Torna la deflazione in Italia, ad ottobre prezzi -0,1%

Dopo 5 mesi segno meno anche per il “carrello della spesa”

Torna la deflazione in Italia, ad ottobre prezzi -0,1%Roma, 31 ott. (askanews) – L’Italia torna in zona deflazione. Dopo il timido +0,1% di settembre i prezzi riprendono il segno meno ad ottobre con un -0,1% rispetto ad un anno fa mentre su base mensile non registrano variazioni. Ma le stime preliminari diffuse dall’Istat certificano il ritorno in deflazione, dopo cinque mesi, anche per i prodotti che riempiono il carrello della spesa degli italiani. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona subiscono infatti una diminuzione dello 0,3% su base annua (la variazione era nulla a settembre).

Per l’Istituto di statistica la flessione annua dei prezzi continua ad essere determinata dal comparto dei Beni energetici il cui calo si accentua lievemente (-3,6% da -3,4% di settembre), effetto di una più intensa flessione dei prezzi di quelli regolamentati (-6,0%, era -3,8% a settembre) e di un parziale rientro della contrazione dei Beni energetici non regolamentati (-0,8%, da -2,7% del mese precedente). Ma ad ottobre ulteriori contributi deflazionistici arrivano dagli andamenti di altre tipologie di prodotto tra le quali spiccano gli Alimentari non lavorati, ossia frutta e verdura fresca, (-0,4%, dal +0,4% di settembre) e i Servizi ricreativi, culturali e della cura della persona (azzeramento della crescita, da +0,6% di settembre).

A questo punto l’inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a -0,1%. Secondo Confcommercio per un ritorno su valori prossimi o superiori all’1%, “in grado di scongiurare i rischi di una preoccupante e perdurante deflazione” bisognerà attendere la primavera del 2017. L’Associazione guidata da Carlo Sangalli giudica “pericoloso” il dato di ottobre soprattutto perchè legato a consumi che restano deboli.

Gli indicatori economici, secondo il Codacons, preannunciano “un Natale gelido sul fronte dei consumi, con tagli alla spesa da parte delle famiglie e acquisti rimandati a tempi migliori”. La domanda interna ancora debole preoccupa anche Federdistribuzione che chiede al governo di “fare tutto il possibile” per sostenerla con l’obiettivo di “riportare la dinamica dei prezzi sui livelli fisiologici di un’economia in crescita”.

In calo anche l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali che, a settembre, rimane diminuisce dello 0,7% su base annua, con “tendenze deflazionistiche che continuano ad interessare – ha osservato l’Istat – entrambi i mercati di sbocco dei prodotti industriali”.

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