Cos’è ISIS? Chi finanzia? La storia del Califfato e la tratta del sesso

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Cos’è ISIS? Chi lo finanzia? Qui di seguito la storia del califfato che sta facendo inorridire l’occidente. Tra esecuzioni sommarie, decapitazioni e minacce all’Europa, come ha fatto un manipolo di estremisti a prendere possesso di aree immense?

Cos’è ISIS?

Iniziamo con le basi. L’ISIS è un termine che serve ad indicare uno Stato non riconosciuto da parte dell’ONU, autoproclamato e che ha conquistato territori in medio oriente con la violenza. ISIS sta per: Islamic State of Iraq and Siria, anche noto come IS, Islamic State. Si definisce un Califfato, cioè una forma di governo al cui capo troviamo un califfo, sinonimo di “Comandante dei credenti”.

L’ONU lo considera un “gruppo terroristico”, definendolo tale in un comunicato del 2 settembre 2014.

I Paesi che considerano il Califfato ufficialmente un’organizzazione terroristica sono:

Nazionenel mese di
Stati Uniti Stati UnitiDicembre 2004
Australia AustraliaMarzo 2005
Canada CanadaAgosto 2012
Turchia TurchiaOttobre 2013
Arabia Saudita Arabia SauditaMarzo 2014
Regno Unito Regno UnitoGiugno 2014
Indonesia IndonesiaAgosto 2014
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi UnitiAgosto 2014
Malesia MalesiaSettembre 2014
Egitto EgittoNovembre 2014
India IndiaDicembre 2014
Russia RussiaDicembre 2014

Sorprendentemente, mancano tutti i Paesi europei, con l’unica eccezione dell’Inghilterra. Probabilmente l’alta rappresentante dell’Unione Europea dovrebbe prendere posizione, visto che tra le vittime del Califfato ci sono cittadini dell’Unione.

Cos’è ISIS? Inizia nel 2006..

La storia inizia nel 2006, quando la scena del terrorismo internazionale di matrice islamica è dominata da Al-Quaeda, guidata da Bin Laden. L’ISIS viene fondato da Abu Omar Al Baghdadi che si investe della carica di Comandante e si pone come punto d’appoggio di Al-Quaeda in Iraq, riunendo i ribelli all’invasione statunitense. I servizi di intelligence pensano che Al Baghdadi fosse un prestanome e che il vero potere fosse nelle mani del ministro della guerra, Al Masri, egiziano (entrambi uccisi in uno scontro a fuoco con soldati americani nell’aprile del 2010). Il gruppo si chiama ISIL, non ISIS, e sta per Islamic State of Iraq and the Levant.

Già all’inizio del 2007 la CIA riteneva possibile che il gruppo avesse manie di grandezza più spinte rispetto ad altri gruppi terroristici che popolano l’area mediorientale, e segnalava il problema al dipartimento della difesa degli Stati Uniti. Questi, puntualmente, inviarono truppe e li decimarono, levando ad Al-Quaeda il punto d’appoggio nell’area.

Durante il 2008 e il 2009 il gruppo perse terreno e indietreggiò nella città di Mosul (ricordate questa città), non potendo reggere il confronto con l’esercito americano.

Abu Bakr Al Baghdadi, Califfo

Abu Bakr Al Baghdadi, Califfo

Nel 2009 un certo Abu Bakr al-Baghdadi (non Abu Omar, morto nel 2010) viene rilasciato dal campo di prigionia americano, Camp Bucca, discusso campo di detenzione in cui differenti ex-internati hanno sostenuto si trattasse in realtà di un campo d’addestramento per terroristi in cui si insegnava a fare bombe e a sparare, e che Al Jazeera ha definito: US Iraq jail an ‘al-Qaeda school’. Abu Bakr al-Baghdadi, che ha fatto finire Jhon McCain, candidato alla Casa Bianca contro Obama, sulla graticola per delle foto che li ritraggono insieme e per le sue intenzioni di armare l’ISIS, nel 2012 ne è poi diventato Califfo. E iniziamo ad arrivare ai giorni nostri.

Nel 2011 iniziano le proteste in Siria contro Bashar Al Assad, e le prime scintille della guerra civile. Come è possibile vedere dalla mappa, l’ISIL era a due passi dalla Siria: un po’ come se fossero stati a Bolzano e la Siria fosse stata l’Austria. Gli scontri in Siria hanno portato alla costituzione di un gruppo terroristico, chiamato Fronte al-Nusra, che si è subito distinto e ha guadagnato interesse da parte dell’ISIL, che ha iniziato a rifornirlo di armi, persone e addestratori.

Zona di influenza dell'ISIS.

Zona di influenza dell’ISIS.

Al Baghdadi, abbiamo detto, nel 2012 raggiunge la vetta del comando e ricostruisce una gerarchia e porta avanti azioni offensive per riconquistare il territorio. Nel mentre gli americani stavano indietreggiando per ordine del Pentagono, e quindi l’ISIL ha avuto vita facile. Ha anche fatto irruzione nel carcere iracheno di Abu Ghurayb (Abù Graìb), liberando quasi 500 veterani terroristi degli scontri in Iraq e aumentando le sue forze.

Nel 2013 al-Nusra e ISIL si fondono, benché avessero avuto posizioni distanti sui metodi e sulle finalità, nonché sugli appoggi da dare in caso di vittoria, e quindi nasce ISIS, Iraq and Siria, accrescendo notevolmente la loro forza.

Cos’è ISIS? Nel 2014

Nel giugno del 2014 l’ISIS si è ufficialmente autoproclamato Califfato e ha ingrandito le sue campagne militari, spargendo sangue e distruzione. La questione inizia a prendere una piaga seria, molto più seria di come era stata prevista, tanto che Giordania e Arabia Saudita dislocano immediatamente le truppe sul confine.

Ad agosto gli USA iniziano una offensiva aerea, mandando caccia da battaglia e droni a bombardare le aree in cui si addestrano i combattenti. Lo Stato Islamico, però, non si fa spaventare e continua a conquistare città inermi e a commettere eccidi in sequenza, come quello a Quiniyeh, con 80 morti, a Khana Sor, 100 morti, Hardan, 300 morti, e Khoco, 400 morti e 1000 donne rapite. Lo Stato Islamico impone la Sharia a tutti quelli che si trovano all’interno dei suoi territori. La Sharia viene insegnata anche nelle scuole a Mossul, sua roccaforte. La Sharia è la legge secondo i testi islamici, che prevede la pena di morte (per la bestemmia, anche).

Al momento sono in corso altri scontri per la conquista di territori.

 

Carrarmato del Califfato

Carrarmato del Califfato

Chi finanzia l’ISIS?

La domanda viene spontanea. Gestire un esercito, acquisire armi, pagare stipendi richiede una disponibilità finanziaria non indifferente. I guerriglieri lo fanno sì per “volontariato”, ma sono tutti a libro paga di Al Baghdadi. Chi ha fornito i milioni all’ISIS per farsi così grosso?

In uno studio portato avanti dalla RAND Corporation, analizzando i documenti rinvenuti dalle missioni americane si scopre che i flussi di denaro interni all’organizzazione erano e sono molto burocratizzati.

Ogni cellula è tenuta ad inviare il 20% di ciò che raccoglie con estorsioni, furti, sequestri, alla cellula più alta di grado, che poi li rigira all’Organizzazione che a sua volta li distribuisce a chi ne ha bisogno. Si ritiene che il salto sia stato fatto alla conquista di Mosul: la Banca Centrale deteneva poco più di 400 milioni di dollari, che sono stati usati per portare avanti campagne di espansione. Poi le gioiellerie, i campi petroliferi conquistati e la vendita di energia al governo siriano, la vendita di umani catturati (vedi sotto: La tratta delle donne sotto l’ISIS), ha portato il gruppo ad avere disponibilità finanziarie stimate per 2 miliardi di dollari. Una quantità di denaro enorme per un gruppo terroristico. Inoltre, il primo ministro iraniano e il primo ministro iracheno hanno accusato Arabia Saudita e Qatar di finanziare l’ISIS, senza però fornire prove concrete.

La tratta del sesso dell’ISIS

Schiave a disposizione dei guerriglieri

Schiave a disposizione dei guerriglieri

In ogni città che l’ISIS conquista, gli uomini e le donne civili vengono trattati come merce. Agli uomini vengono date due possibilità: o si prestano come combattenti o muoiono. Alle donne non viene data alcuna scelta, vengono smistate: o vengono vendute presso il mercato degli schiavi o vengono cedute a combattenti come ricompensa. Una schiava di nome Hamshe è riuscita a fuggire con il suo bambino dopo 28 giorni di schiavitù. La sua testimonianza ha permesso di capire come funziona il metodo ISIS sulla tratta degli umani.

Donne civili rapite dal Califfato

Donne civili rapite dal Califfato

Sposata con un uomo e con una figlia, quando i miliziani hanno preso in mano la sua città ha dovuto dire addio al marito, che è stato preso come combattente ed è morto non molto tempo dopo sul campo di battaglia. Lei è stata regalata ad un combattente, che l’ha intimata di sposarlo. Secondo quel che si apprende, è possibile avere rapporti con una prigioniera solo se è vergine. Altrimenti bisogna assicurarsi che non sia incinta. Espletati questi passaggi, la donna deve essere completamente a disposizione del guerrigliero. Hamshe temeva per sua figlia: l’ISIS permette di abusare di bambini e bambine sessualmente, purché abbiano raggiunto la soglia della pubertà. Altrimenti è possibile usufruire di loro in altri modi. Hamshe una sera è riuscita a scappare e trovare rifugio presso un arabo che l’ha riportata dalla sua famiglia a Peshmerga. La maggior parte delle donne tuttavia viene stuprata e/o uccisa durante le campagne, con le irruzioni nelle case. Le civili vengono prese e violentate da gruppi di guerriglieri finché, poi, nella migliore delle ipotesi vengono schiavizzate.

Pedofilo ISIS

Pedofilo ISIS – fotogramma dal documentario più in basso

I guerriglieri fanno questo anche perché i testi sacri dell’islam prevedono una ricompensa di 72 vergini dopo la morte, le cui descrizioni lasciano basiti per la precisione e i dettagli sulle dimensioni.

 Qui: il documentario sulla tratta delle donne nell’ISIS con immagini esplicite

 

 

 

 

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