Confalonieri e (finalmente) l’acqua calda: i francesi sono compatti, gli italiani no. Ecco la differenza.

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Confalonieri, da presidente del Biscione, ri-scopre finalmente l’acqua calda a beneficio di tutti quelli che fanno finta di non vedere, sotto le alpi. I francesi sono compatti. Gli Italiani no. Anche se, forse, con Generali qualcosa sta cambiando..

Confalonieri: i francesi sono forti

MF – Mercati Finanziari Andrea Montanari

Berlusconi, Berlusconi jr, Confalonieri

Berlusconi, Berlusconi jr, Confalonieri

Il presidente di mediaset nota la compattezza dell’establishment transalpino

Ma per il momento Vivendi non ha chiesto di convocare l’assemblea per l’ingresso nel board del Biscione. Che attende l’esito della causa in tribunale e l’avvio delle aste

Per ora la famiglia Berlusconi, da sola (39,77%) e con potenziali alleati (Intesa Sanpaolo e Unicredit) e amici (a partire dai Doris), è sicura di aver blindato Mediaset. E anche in casa Vivendi sanno che il fronte italiano può farsi forte della maggioranza del Biscione, almeno il 52%. Ma la marcia di avvicinamento del gruppo di Vincent Bolloré, salito al 29,77% del capitale avente diritto di voto, potrebbe non fermarsi qua. Cosa che ha ricordato ieri, alla tavola rotonda organizzata alla Triennale di Milano da Ernst&Young, Fedele Confalonieri, presidente del network di Cologno Monzese. «I francesi sono organizzati», in termini di forza politica, di stabilità e compattezza dell’establishment istituzionale.

«Sono più forti sia in attacco che in difesa», ha sottolineato Confalonieri, che ha ricordato il famoso blitz del Biscione a Parigi del 1986: «Quando avviammo La Cinq, il progetto piacque al presidente Mitterand, ma poi subentrò Chirac che si offese perché installammo una nostra antenna su quell’antennone che è la Tour Eiffel». A 15 giorni dall’insediamento, «Chirac «promosse una legge per privatizzare Tf1, l’equivalente di Raiuno e…». Di lì a poco l’avventura di Mediaset in Francia finì. Per questo ora i Berlusconi vogliono vendere cara la pelle. Anzi, non intendono cedere a Vivendi. La battaglia iniziata a metà dicembre sarà lunga. Già nei giorni scorsi Pier Silvio Berlusconi ha ricordato che la vicenda si risolverà solo in tribunale: ma la prima data utile è il 21 marzo, giorno dell’udienza a Milano per la causa intentata dal Biscione al gruppo transalpino per il mancato rispetto dell’accordo vincolante dello scorso 8 aprile, che ruotava attorno alla cessione di Mediaset Premium.

Al momento non ci sono sviluppi: Vivendi non ha avanzato alcuna domanda formale perché sia convocata un’assemblea finalizzata a ratificare l’ingresso di propri rappresentati nel cda del gruppo tv. Da Parigi continuano a sostenere di voler trovare un’intesa. A Cologno per ora rispondono picche.

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