Come rendere più eque le pensioni retributive

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Uno tra i problemi maggiori che si riscontra nel sistema retributivo è l’iniquità che anni di malagestione hanno provocato.

La Stampa titolava:

Le pensioni d’oro costano 45 miliardi

Nel 2011, il 5,2% dei pensionati (861mila persone in tutto), che percepisce un assegno mensile superiore ai tremila euro, ha assorbito in tutto 45 miliardi, vale a dire il 17% della spesa previdenziale. Poco meno di quanto sborsato per i 7,3 milioni di italiani, il 44% del totale, il cui reddito non supera i mille euro al mese. In cifre 51 miliardi in tutto, pari al 19,2% della spesa complessiva.

Il sistema pensionistico sta cambiando, spostandosi dal retributivo (in cui l’assegno della tua pensione è determinato in base ad una media degli ultimi stipendi che hai ricevuto, moltiplicati per una certa percentuale) al contributivo (in cui la media dei tuoi assegni dipende da ciò che hai messo da parte, come investimento).

Il discorso su cui verte il ragionamento evidentemente vale solo per il retributivo. Per equilibrare le pensioni, lo Stato potrebbe cercare un modo per distribuirle meglio. Come? Sfruttando le percentuali e le uguaglianze, la matematica.

L’upper 5,2% di pensionati vale come il lower 44%. È troppo.
L’upper 5% dovrebbe valere casomai come il lower 20%.

Gli uffici statistici dell’ISTAT ci metterebbero due ore a ricalcolare come integrare le pensioni più basse (quelle da fame) e sgonfiare leggermente quelle più alte, in modo da riequilibrare la spesa, senza aumentarla di un euro.

In questo articolo spiego come si possano togliere le pensioni d’oro. All’interno di un meccanismo di questo tipo, potrebbe essere inserito quest’altro. Le percentuali di distribuzione sarebbero poi decise a tavolino e attuate tramite il meccanismo degli assegni di integrazione/sussistenza, previsto nell’articolo sopra linkato.

Spiegato meglio:

Nel modificare le pensioni retributive, andando a modificare le aliquote della nuova IRPAR, lo Stato si troverebbe di fronte a come redistribuire le risorse tra i pensionati. Invece che sceglierlo arbitrariamente (500€ in più a ogni pensionato biondo, per esempio), si potrebbe optare per una via matematica. Usando le distribuzioni, si potrebbe corrispondere un poco in più, in modo decrescente, tramite una funzione, a coloro che ricevono meno, fino ad ottenere una situazione di “equità” retributiva che rispondesse a determinate condizioni. Come per esempio, appunto, che il 5% di pensionati più ricchi non riceva più di quanto ricevano il 20% di pensionati meno abbienti. Cioè, introducendo meccanismi di equità scritti in numeri e moltiplicazioni.

Tutto questo, senza andare a aggravare il bilancio statale.

 

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