Come la divisa scolastica può salvare l’economia

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L’Ocse, l’FMI e la Banca Mondiale confermano che un livello d’istruzione adeguato aiuti la crescita economica, e che gli investimenti nel settore per una nazione siano tra i più redditizzi nel medio lungo termine.

L’Italia è 23esima in Europa per investimenti in istruzione su PIL, dati Eurostat, e questo, benché si dica poco, ha avuto un tremendo impatto sui “Neet” e sui giovani disoccupati.
In un periodo di ristrettezze economiche come quello in cui ci troviamo non è nemmeno facile portare avanti investimenti per cercare di sopperire a questa mancanza. Tra patto di stabilità, debito da ridurre, deficit da rispettare, il sentiero è stretto.

C’è allora un modo per legare crescita economica, istruzione e magari un miglioramento della qualità della scuola con un investimento molto contenuto?
E’ possibile. Come?

Con le divise.

Le divise (wikipedia) sono scomparse nella scuola italiana oramai dagli anni ’70, dopo gli sconti del ’68. Inoltre, nelle scuole oggi è alquanto raro perché si dice ricordino l’epoca del regime fascista, in cui i bambini erano obbligati a vestire in un modo che piacesse al regime.

L’uso di uniformi in Italia è presente soltanto nelle scuole pubbliche come grembiuli, principalmente alle materne nelle scuole primarie, da indossare sopra i vestiti per non sporcarsi.

Ma se invece introducessimo delle divise per le scuole superiori?

Innanzi tutto, introdurre le divise nelle scuole superiori avrebbe un immediato effetto di formalizzazione dell’ambiente.

La scuola oggi lamenta di essere troppo informalizzata, con atteggiamenti “non consoni” da parte degli studenti. Una divisa in un qualche modo aiuterebbe i professori a dare un’idea di “ufficialità” alla scuola, nonché di ordine e gerarchia.
Ogni istituto si farebbe la propria divisa, facendola disegnare dagli stessi studenti. Funzionerebbe così. Ogni scuola ( o ogni indirizzo all’interno di una scuola ) “appalterebbe” all’istituto di moda superiore più vicino i modelli per le uniformi, che poi li proporrebbe alla scuola. Il consiglio di istituto deciderebbe quale adottare e come ricompensare gli studenti vincitori. Qualora una scuola non avesse un istituto di moda vicino potrebbe comunque ricorrere al primo disponibile entro un certo raggio di chilometri, o rivolgersi ad uno di un paese gemellato. ( o comunque, come gli va, l’importante sarebbe far lavorare gli studenti sui modelli. Così potrebbero mettere in pratica le conoscenze apprese durante la scuola. Questo mostrerebbe loro che la scuola dà strumenti pratici per lavorare, molto importante dal punto di vista “simbolico” per gli studenti).

Ora, questa è una serie TV.. ma l'idea di base è simile. Divisa per maschi e divisa per femmine.

Ora, questa è una serie TV.. ma l’idea di base è simile. Divisa per maschi e divisa per femmine. Anche se non so se quella della ragazza sia una divisa scolastica..

Il Consiglio d’Istituto, dicevamo, sceglierebbe quella proposta migliore e poi farebbe un bando per appaltare la realizzazione alle confezioni e alle industrie tessili aventi fabbriche entro, poniamo, 15 km dalla sede della scuola.

Questo porterebbe immediatamente lavoro a tutti i produttori di scarpe, giacchetti, camicie, pantaloni, cinture e a tutto l’indotto della moda. Lavoro!
Lavoro si tradurrebbe poi in una migliore condizione economica delle zone interessate, anche se in modo forse non percepibile. Sarebbe un piccolo passo, è vero, ma pur sempre un passo verso la direzione giusta.

Inoltre, l’introduzione delle uniformi avrebbe un altro, immediato vantaggio: liberazione di risorse all’interno delle famiglie.

Qui ci sarebbero due possibilità. La scuola potrebbe vendere le uniformi alle famiglie, oppure noleggiarle, gratis (comprese nella quota di iscrizione) o a pagamento. Vendendole, va da sè, le risorse liberate per le famiglie sarebbero meno, ma allo stesso modo il ragazzo avrebbe il completo per andare a scuola e non dovrebbe acquistare altri vestiti per tutti i giorni. Noleggiandole, invece, la famiglia pagherebbe una quota mensile ( mi viene da dire 15 euro, tipo ) e avrebbe il figlio vestito e pronto per andare a scuola.

Perché noleggiarli? Perché durante le superiori i ragazzi crescono, e quindi un indumento potrebbe essere usato solo qualche mese, per poi essere cambiato con un altro. Cioè un ragazzo porta una giacca, poi gli torna stretta e allora, dopo averla pulita, stirata e rimessa a posto, potrebbe prenderne un’altra e quella lì invece potrebbe andare, tramite la scuola, ad un altro studente.

NB: la famiglia continuerebbe a comprare vestiti, ovviamente, però questi durerebbero di più, e ci sarebbe meno necessità di comprarne nuovi.

Questa liberazione di risorse per le famiglie le aiuterebbe in periodi di crisi come questi, e avrebbe un impatto sociale, economico e antistress ben superiore ad una manovra come quella degli 80 (che poi in media sono 40) euro, per fare un esempio. Queste risorse potrebbero essere usate per i consumi, per esempio, o usate per mettere da parte qualcosa.

Per ricapitolare, l’introduzione di divise porterebbe i seguenti vantaggi immediati:

1. formalizzazione della scuola
2. professionalizzazione ed applicazione da parte degli studenti di alcuni istituti (lavoro a scuola)
3. lavoro immediato per le imprese locali, e quindi lavoro per il territorio
4. liberazione di risorse per le famiglie e alleggerimento dei costi per i figli
5. Punto che affronto solo qui, ma molto rilevante, soprattutto per le ragazze: niente più imbarazzi.

In periodi di difficoltà economiche le prime cose che iniziano a marcare le diverse situazioni, in linea generale, sono proprio i vestiti, perché in fasi crescita economica la gente compra vestiti nuovi, in recessione e difficoltà si tende a fare con quelli che si ha e ciao.
Sono prodotti che, soprattutto quelli un po’ più ricercati, sentono molto le ciclicità.
I ragazzi, che non hanno responsabilità per i vestiti che indossano (sono quelli che i genitori comprano loro), e soprattutto le ragazze, possono provare imbarazzo nell’avere vestiti meno “importanti” rispetto ad altre compagne di classe. Questi sono fenomeni che possono portare a bullismo, isolamento nelle classi, spaccature. Le uniformi azzererebbero immediatamente ogni differenza in classe, risolvendo gli imbarazzi e situazioni spiacevoli.

Una cosa del genere potrebbe costare qualcosa come 150 euro all’anno a ragazzo, dando uniformi, dalle scarpe ai giubbotti, ad ogni studente.
Con un investimento tutto sommato contenuto, si potrebbe avere un “improvement” di molti indicatori, dal PIL al miglioramento dell’ambiente scolastico, con effetto immediato.

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