Cinesi, cinesi ovunque a Piazza Affari! Cinesi ora in Unicredit e MPS

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Le manovre della Cina a Piazza Affari sono curiose. I fondi sovrani Cinesi, investitori istituzionali del Paese della terra di mezzo stanno collezionando mini-fiches miliardarie, tutte rigorosamente sopra la soglia di dichiarabilità.

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Nei mesi scorsi People’s Bank of China ha investito in pacchetti del 2% (2,001% oppure 2,0001%..) in Terna, Saipem, Generali, Eni, Enel, Prysmian, Telecom, Fiat, FCA e ora Unicredit e MPS. Queste manovre sono molto curiose e sono messaggi chiari. Cinesi borsa italianaCinesi borsa italianaCinesi borsa italianaCinesi borsa italianaCinesi borsa italiana

Ma a chi? A Palazzo Chigi? Sicuramente no. Sono messaggi diretti a Berlino e Washington. A Roma non sono inviati perché non ritengono ci sia un interlocutore. Quando ci sarà, se ci sarà, cambieranno strategia.

Intanto fanno queste prove tecniche, ma di che cosa? Investimenti, relazioni, in un ottica di tessitura di amicizie e influenze che piombino dritte dritte a Montecitorio..
Il punto è: ci tratteranno da pari? Il governo dovrebbe discuterne a quattr’occhi con i responsabili, e specificare che sì, ci piace che investiate in borsa.. ma se volete farci un piacere, le infrastrutture vi aspettano (eccezion fatta per quelle essenziali, meglio specificarlo, altrimenti gli diamo le tlc)

Banca Popolare Cinese al 2% di Mps e UniCredit © ANSABanca Popolare Cinese al 2% di Mps e UniCredit Cinesi borsa italiana

Emerge dalle comunicazioni alla Consob datate 29 e 30 luglio Cinesi borsa italiana

In particolare, People’s bank of China, ovvero la banca centrale della Repubblica Popolare Cinese è entrata nel capitale di UniCredit col 2,005% lo scorso 29 giugno e in quello del Monte Paschi con il 2,010% il giorno successivo. Con queste mosse aumenta il peso delle società quotate italiane nel portafoglio dell’istituto centrale di Pechino, che risulta tuttora azionista di Terna, Saipem, Generali, Eni, Enel, Prysmian e Telecom con partecipazioni analoghe.

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