Che figlia di Putin! Economia russa in recessione, e che recessione!

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Oramai, con tutto lo spazio dedicato alla Russia, non potevo lasciare l’argomento.
“La situazione è nera”. Anton Siluanov, ministro delle finanze russo, non va per mezzi termini.
“Il nostro equilibrio di bilancio è con un barile a 70$”. Ora siamo a 60$.

La Russia sta soffrendo una crisi nera da cui non sembra poter riuscire a divincolarsi.
Da una parte ci sono le minori entrate dalla vendita di idrocarburi, da cui il Cremlino trae quasi la metà dei finanziamenti, dall’altro un rublo che precipita e fa divampare l’inflazione. Ricordiamo che Apple, Microsoft, Volkswagen, come molte altre imprese, hanno tutte bloccato le vendite in Russia finché non si sarà stabilizzata la valuta, per evitare perdite su cambi improvvise.
Inoltre c’è la stretta sul commercio internazione, dovuto alle sanzioni, che ha seccato l’export – ma anche l’import, e l’Italia si è fatta piuttosto male – e mietuto vittime tra le imprese russe.
In un momento del genere sarebbero serviti tssi bassi per aiutare l’economia, ma la svalutazione improvvisa e il deflusso di capitali hanno obbligato la Banca Centrale ad alzare immediatamente di oltre il 10% il tasso ufficiale di sconto, dando uno scossone al mercato.

Quindi la situazione macroeconomica non aiuta di certo tramite la fiscalità: il prodotto interno lordo è previsto in contrazione del 4%, e il bilancio federale con un deficit del 3%.

Le previsioni della Banca Centrale russa sono un rublo scambiato a 51 sul dollaro, in rialzo rispetto ai minimi toccati nelle sferzate della crisi valutaria.

Inoltre, gli ultimi report dell’equivalente dell’ISTAT russo hanno dato un’inflazione in crescita al 10,5%, e all’11,5% nell’anno che verrà.

Vladimir Putin, attore di prim’ordine in questa crisi, ha annullato tutte le vacanze ai suoi ministri e ha imposto sobria austerità alla classe poltica.

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