Bollorè telecom: il risiko delle TLC sbarca a Roma. Se giochiamo bene, finiamo in testa

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Ed ecco l’incontro che deciderà la partita delle TLC in Italia.

Telecom, ex monopolista nazionale, da società leader europea in tecnologie, ciucciata dai vari Capitani Coraggiosi dell’imprenditoria italiana, a impresa di grandi dimensioni e basta che però ha un suo rilievo internazionale, rischia di diventare succursale di un più grande operatore estero.

Di quale nazionalità? Francese! Strano! Dopo l’operazione con Telefonica, ora si fa avanti Vivendi, di proprietà di uno degli alfieri sotto copertura dell’Eliseo, veri e propri affaristi per conto della Republique che fanno affari e portano vantaggi a Parigi. bollorè telecom

Bollorè ha già rilevato il 15% di Telecom, punta a crescere e mira con cupidigia ai 6 miliardi che dovrebbero andare alla banda larga.

Dall’altra parte, Renzi si è reso conto dell’importanza strategica delle TLC nel futuro. Quindi ha tutto l’interesse come italiano e come carica istituzionale a far rimanere Telecom italiana: ha mosso mari e poltrone (molte poltrone) in Cassa Depositi e Prestiti per farla diventare una banca “attiva” e mettere zampini importanti i CdA che altrimenti finirebbero all’estero. bollorè telecom

Solo che non si è mai trovato di fronte un tipo come Bollorè, che ha interesse a fare il suo e basta.

 

Renzi riceve Bollorè a palazzo Chigi

Incontro con il Presidente del Consiglio sorveglianza di Vivendi

Come salvare Telecom? bollorè telecom

C’è un modo di portare a casa capre e cavoli.

Come? Facendo un’operazione alla Chrysler. Cioè Renzi potrebbe andare incontro a Bollorè circa i suoi piani su Telecom, i fondi della banda, l’integrazione con Vivendi, mettendoci un piedino dentro come CdP, e poi puntando a far integrare i gruppi come è avvenuto per Fiat e Chrysler.

Fiat : Bolloré = Chrysler : Telecom

Passo due: far nascere una nuova, grande società, in Italia, controllata dalla holding di Bollorè da Parigi e dalla CdP a Roma.  Non dimentichiamoci che Telecom, preda del Padron di Vivendi, fattura il doppio di, appunto, Vivendi! 21 miliardi contro 10. Verrebbe fuori un gruppo italofrancese, con sede legale in Italia, da 30 miliardi, con un respiro internazionale.

Il risiko delle TLC

E il management? Sarebbe spartito a metà tra italiani e francesi. Una società europea, che potrebbe puntare a quel punto, con operazioni spregiudicate ma necessarie in una fase di consolidazione, a scalare società più grandi per espandersi e divenire uno tra i principali operatori europei. Perché nel lungo termine non ne rimarranno più di 3 o 4 grandi in tutta Europa. Uno è Vodafone, guidato da Vittorio Colao. Uno è Deutsche Telekom. Uno è Telefonica. L’ultimo ce lo giochiamo noi coi francesi.

Chi si muove meglio vince la sfida. Possiamo farcela.

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