Asimov sarebbe stato un bell’europarlamentare

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AZ per Diario di Vic  con il suo primo pezzo ci pone di fronte un bel problema:  sarà capace l’UE di legiferare adeguatamente sull’Intelligenza Artificiale? 

Vedendo l’innata capacità di Bruxelles di mettere tutti contro tutti, l’ “Ufficio Complicazione Cose Semplici” dovrebbe iniziare a guardare un po’ oltre l’orizzonte del bilancio di alcuni stati e preoccuparsi dei nuovi scenari che si aprono (e di cui al momento è sostanzialmente succube). Magari ripartendo da un russo naturalizzato statunitense, Isaac Asimov.

L’europeista Isaac Asimov

Isaac Asimov sarebbe stato un ottimo parlamentare europeo. Certamente. Non temo smentite.
Lo scrittore fantascientifico, già alla fine degli anni 40 del XX secolo, con le sue tre leggi sulla robotica aveva capito la necessità di regolamentare. Aveva già capito che c’era la necessità di dare un senso a qualcosa che l’uomo poteva aver bisogno di controllare.

Dite che sarebbe orgoglioso lo scrittore della raccomandazione rivolta alla Commissione affinché elabori nuove norme di diritto civile in tema di robotica? Credo proprio di sì, visto che l’ultima direttiva europea sul tema risale al 1985.
E’ arrivato il momento di aggiornare la normativa e porsi dinnanzi a un nuova realtà.
Bene. La mozione sulla “personalità elettronica” dei robot è stata presentata al Parlamento Europeo da Mady Delvaux, proveniente dal partito operaio socialista del Lussemburgo, perché, a quanto pare, la nuova generazione di robot, alla stregua degli umani, potrebbe essere imprevedibile ( paura e sgomento )
Avete capito bene, ho usato il termine “imprevedibili”. Infatti il documento del Parlamento Europeo afferma:

“L’ applicazione della direttiva 85/374/CEE, non sarebbe sufficiente a coprire i danni causati dalla nuova generazione di robot, in quanto questi possono essere dotati di capacità di adattamento e di apprendimento che implica un certo grado di imprevedibilità nel loro comportamento, dato che imparerebbero in modo autonomo, in base alle esperienze diversificate di ciascuno, e interagirebbero con l’ambiente in modo unico e imprevedibile”.

Bene. Ora che vi ho gettato nel panico, facciamo un bel respiro e proseguiamo.

I vari punti su cui deve pronunciarsi la Commissione sono certamente di incredibile interesse. Le problematiche su cui si trova a doversi pronunciare sono le stesse che qualche attore hollywoodiano può aver già risolto in qualche colossal americano con effetti speciali da oscar.

Dunque la Commissione è chiamata:
• A valutare la possibilità di garantire uno status giuridico specifico per i robot, che attribuisca ai “robot autonomi e più sofisticati” degli obblighi specifici, considerandoli come “persone elettroniche” capaci di interagire con l’ambiente e con terzi.
• A valutare la tipologia di responsabilità a cui dovrebbero essere soggetti queste macchine dotate di intelligenza artificiale e autonomia.
• A valutare la possibilità di inserire una sorta di tassa sui robot.
• A valutare la possibilità di redigere un codice etico-deontologico comunitario, in cui si profili un quadro etico di comportamento, sia per gli utenti sia per i legislatori e soprattutto per gli sviluppatori di queste nuove macchine.
• A valutare la possibilità di creare un’agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale. Il suo compito sarebbe volto a sostenere lo sviluppo del settore garantendo opportunità per tutti i Paesi dell’Unione volgendo una fondamentale attività di supervisione.

Dunque ora siamo in attesa di vedere se in futuro ci potrà essere una legge vincolante che regolamenterà questi temi. Nel frattempo io rimango dell’idea che Isaac Asimov consiglierebbe di leggere ogni suo singolo libro prima di cominciare i lavori preparatori e di mettere nel preambolo del testo legislativo le sue tre leggi della robotica.

Annalisa Z

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