Aiutiamo gli studenti di Legge. Come? Aumentando il numero dei Notai

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In Italia abbiamo troppi avvocati e troppi pochi notai. Serve un aumento notai.

I vantaggi di un allargamento dei cordoni di entrata per la professione notarile sarebbe una bellissima boccata d’aria per una professione vista come chiusa, bizantina, parassitaria. Concorrenza = prezzi più bassi, Ministero della Giustizia permettendo. Aumento notai.

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In Italia abitano 60 milioni di persone.
E la bellezza di 4800 notai.

60 milioni / 4800 = 12500

Abbiamo un notaio ogni 12500 persone. Cioè, ogni 12500 persone spunta un notaio. Per legge.
Non è un po’ troppo poco?

Il notaio, figura bizantina nel panorama giuridico in Italia, si occupa di una funzione molto delicata: veglia come pubblico ufficiale, in vesti di privato libero professionista (wow, se ci pensate è fantastico) sulla circolazione dei diritti. Esempio? La casa. La costituzione delle società di capitali, di persone, in accomandita. Vigila sui mutui. Si frappone tra le parti di un contratto per assicurarsi che ogni parte dell’accordo sia a termini di legge e sia conforme. Quindi pretende un lautissimo onorario, che fa sì che questa professione protetta sia la più redditizia d’Italia. Aumento

Il reddito medio di un notaio è 280 mila euro annui. Recentemente hanno avuto un calo significativo, per cui ora dichiarano 210 mila. Ma non vi preoccupate, il resto è a nero.

[A chi sostiene che un notaio non possa fare nero, perché pubblico ufficiale e sotto controllo, ricordo che niente vieta (a parte la legge) di fatturare una parte, dichiarandola, e prendere sotto banco un’altra parte di onorario, nascondendola, magari in Svizzera]. notai

E sono pochissimi. La legge prevede che ce ne sia uno ogni 7000 abitanti, cioè 14 ogni 100000. Ora ce ne sono 8. Perché? Ma è semplice: meno sono, più lavoro c’è per i singoli. Più ce n’è, più c’è concorrenza. Perché non è scritto da nessuna parte che servano 3000€ per fondare una società. Potrebbero benissimo bastare 2000€, o magari 120€, il costo di un pc e una stampante. O magari potrebbero essere fatti gratis, se i notai fossero solo pubblici ufficiali e non anche liberi professionisti.

Per contro, c’è un’altra situazione in Italia che è opposta: il numero di avvocati. Solo a Roma ci sono 26000 avvocati.. più che in tutta la Francia.

Il Cepej (European Commission for the Efficiency of Justice), riporta i seguenti dati, tradotti da lavoce.info:

“Ogni 100.000 abitanti ci sono in Europa 127 avvocati. Bene: la media italiana è di 406. Solo la Val d’Aosta (la più virtuosa con 139) si avvicina al resto della Ue. E la sproporzione via via si accentua fino a toccare a Roma e nel Mezzogiorno numeri da brivido: 524 «toghe» nel Lazio, 586 in Puglia, 652 in Campania, 664 in Calabria. Dove c’è un legale ogni 150 abitanti contro la media continentale di uno ogni 787. Cosa vorrà mai dire: che da noi i cittadini sono molto più tutelati?”

Evidentemente no. Significa che manca lavoro, che gli avvocati fanno causa per qualunque cosa pur di guadagnare, che i tribunali sono intasati da cause inutili che vengono trascinate più a lungo possibile perché fa reddito.

E allora, posto che non risolve la situazione endemica di mancanza di lavoro per gli avvocati, perché non..

aumentare il numero dei notai?

Il numero dei notai è scelto dal ministero della giustizia. È a numero programmato (un modo più carino di dire chiuso) e non ne vogliono sapere di allargare i cordoni. Anche perché sono una lobby potente, che muove fondi in modo abbastanza loquace. 

Bene: ipotizziamo, perché siamo un Paese civile, che si voglia distribuire lavoro agli avvocati facendo aumentare il numero dei notai. La legge oggi prevede uno ogni 7000, potremmo prevederne uno ogni 3000.

Questo vorrebbe dire che, se fossero aumentati, avremmo:

60 milioni / x = 3000

60 000 / 3 = 20 000 notai. Un piccolo esercito di persone che hanno lavoro e lo hanno a medio/alto reddito.

Se 4800 notai prendono 200 000 euro l’anno a testa, ceteris paribus 20 000:

200000*4800 = 960 000 000

960 000 000 / 20 000 = 48 000

Questo non significa che ogni notaio prenderebbe 48k euro l’anno (più 10k a nero), in media. Ci sarebbe il notaio milionario, come oggi, e quello che invece carbura meno. La media funziona così.

Fare un’operazione del genere vorrebbe dire scardinare una lobby enorme e introdurre un minimo di concorrenza in un mercato fermo e statico, dai costi alti per gli utenti e che sta antipatico a molti. E dare lavoro a persone che hanno studiato ma non si trovano abilitati a una professione che loro potrebbero fare per norme fatte dal Ministero della Giustizia profondamente liberticide e ottocentesche. Le liberalizzazioni selvagge non portano chissà quali vantaggi, ma nemmeno il corporativismo primonovecentesco che caratterizza questi gruppi.

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