ACCORDO GRECIA La Grecia trova l’accordo: ecco il trattato di Versailles del 2015 e le nefaste conseguenze

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Le ultime notizie danno il risultato sulla Grecia. L’accordo c’è. Accordo Grecia! Ma a che prezzo?

Qui si è sempre sostenuto che la Grexit non ci sarebbe stata, anche quando il referendum sembrava presagire un’uscita. Non conveniva a nessuno, Gremania in primis.

Ma siamo sicuri che ora non convenga alla Grecia mandare tutti in quel posto?

Gli ultimi dati che vengono fuori fanno presagire che questo accordo sarà il Trattato di Versailles del 2015, quello che gli Alleati imposero agli imperi che persero la 1° Guerra Mondiale. Quello che Keynes definì un’idiozia, perché imponeva alla Germania costi di riparazione eccessivi e umilianti e che portò alla.. 2° Guerra Mondiale! Accordo Grecia

Grazie all’umiliazione e le montagne di morti che toccarono i tedeschi, ma soprattutto l’umiliazione, cocente e profondamente disonorevole, dopo 10 anni elessero un populista con tendenze guerrafondaie che sconquassò di nuovo il vecchio continente portando in dote, nella sua tomba, 50 milioni di morti. E tutto per ottenere dalla Germania una riparazione che la Francia e l’Inghilterra non ricevettero mai. E infatti, dopo la fine della 2° Guerra Mondiale, alla Germania fu tagliato il debito di guerra. Il 60%.

Qui si arriva alla situazione in cui un Paese viene europeicamente umiliato per volere di un gruppo di falchi, economicamente ignoranti, che pretendono di “dare una lezione”, “perché loro sono moralmente superiori”, “perché la Germania è arrivata dove è arrivata da sola” (sì, come no), “perché i Greci hanno fatto i furbi”.

Accordo Grecia

Dico economicamente ignoranti perché questi signori che hanno premuto la Merkel per imporre condizioni più dure, per rispondere ad un’opinione pubblica tedesca molto incline alla Grexit (l’opinione pubblica tedesca è la meno lungimirante del mondo, so far) sono gli stessi che si spendevano pubblicamente per l’idea dell’Austerity Espansiva. Cioè: l’austerity farà volare il vostro PIL, fidatevi. Non hanno specificato dove lo facessero volare, però.

Quindi la Grecia si trova immersa fino al collo in un guado in cui si è ficcata da sola. La trovata geniale di Tsipras, che stava conducendo un trattato da pari, cioè il referendum, ha cambiato profondamente le carte in tavola. Non tanto per la Merkel, quanto per Schaeuble e compagni, che si sono ritenuti offesi da una mancanza di rispetto così profonda. E si sono inalberati come beceri.

Le soluzioni trovate dall’Eurogruppo appaiono eccessive e fuori misura, tant’è che se l’accordo sarà ratificato da Atene, paradossalmente, la Grexit sarà più vicina che mai. Draghi, che di economia un pochino ne capisce, ha cercato di spiegare a Scheauble le basi dei principi monetari alla scorsa riunione e lui se ne è uscito con “Ich bin nicht dumm”, “non sono mica scemo”. Mi permetto di dissentire. Comunque la seduta è stata tolta per evitare diverbi ancora più grossi. Quando se le suonano italiani e tedeschi non finisce mai bene.

La linea oltranzista dei falchi ha però avuto la meglio. Perché Tsipras ha giocato malissimo l’ultima mano. Come in una partita a poker, lui stava per prendere il piatto a metà con gli altri giocatori. Quanto basta per tornare a casa contento e riuscire a fare bella figura. Ho sempre pensato che la crisi Greca terminasse con un accordo severo, a metà strada tra le richieste UE e quelle greche, così che l’UE potesse dichiarare di aver vinto di fronte all’opinione pubblica, quando in realtà entrambi avevano ottenuto il risultato.

Invece, dopo il referendum, gli altri giocatori si sono accorti che lui non aveva la benché minima voglia di uscire dall’euro, e quindi bluffava. Se scoprono che bluffi, ti spezzano i reni. E infatti glieli hanno spezzati.
Dopo una vittoria del NO, per rifiutare le proposte dell’UE, Tsipras ha proseguito per il confronto presentando un documento che era pari pari quello della Commissione e ha silurato il ministro delle finanze che stava antipatico a tutto l’Ecofin. Quindi, hanno pensato loro, muore dalla voglia di avere l’aiuto. Lo hanno colto in flagrante.

“Quindi possiamo imporre condizioni peggiori.

Da lì, tutto è precipitato. L’accordo pesantissimo va anche oltre le richieste inizialmente fatte dall’UE: cioè, in altre parole, se evitavi la pagliacciata te la cavavi con poco. Ora te la facciamo scontare tutta. Il che è deleterio. Tsipras durante la contrattazione sembra si sia alzato e si sia tolto la giacca: “prendete pure questa, a questo punti”. E sembra che loro l’abbiano preso in parole. Circola la voce che Tsipras cadrà, e sarà sostituito da un tecnico. Robe già viste in Italia comunque. Solo che in Grecia nessuno considera le fasce di esclusi (enormi) che votano gli estremisti. E che potrebbero far velocemente precipitare le cose. In Germania succede la stessa identica cosa, dopo il 1919. Enorme povertà. Situazione economica delirante (ci fu l’iperinflazione). Estremismi. Tempesta. E la Grecia potrebbe rivivere la stessa situazione, Grexit o non Grexit. Ma è chiaro che il malcontento crescerebbe più velocemente se ci fosse uno spauracchio comune, un capro espiatorio. In Germania erano gli ebrei. In Grecia potrebbero essere i tedeschi.

Guerra all’orizzonte? No. Ma lotte economiche di sicuro.

Accordo Grecia

Se è vero che in Europa 45 milioni di tedeschi apprezzerebbero una Grexit coi fiocchi, a questo punto un buon 300 milioni di europei vorrebbero probabilmente una Dexit. La Germania fuori. Perché il sentimento anti tedesco che si porta avanti dal 1945 non è scomparso in molte parti d’Europa, Grecia in primis, e questo non farà altro che portare aria alle ceneri di un’odio sopito, recondito, che è una delle poche cose che accomuna gran parte degli europei.

 

Di seguito la notizia:

Gli ultimi sviluppi sulla crisi greca sembrano far presumere il peggio: la Germania si è insospettabilmente indurita negli ultimi passaggi, sintomo dello scontro in corso tra la cancelliera e il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Wolfgang è a favore di una Grex it per i migliori interessi dei tedeschi, a suo dire, la Merkel invece si dimostra più europea e punta a non far implodere il sogno dei padri fondatori.

Alexis tsipras d’altro canto si augura ad una veloce risoluzione. La Germania questo punto chiede che siano introdotte misure più severe sul mercato del lavoro riguardo la contrattazione collettiva ei licenziamenti di massa, come se ci fosse ancora qualcuno da licenziare in Grecia. Accordo Grecia.

La partita che si gioca molto importante, perché molto scivoloso: da una parte abbiamo la stazione europeista dall’altra quella anti greca.

Il Sole 24 Ore – da Beda Romano

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Tra le misure: una riforma fiscale e una revisione pensionistica. Solo dopo questa approvazione, i governi daranno mandato alle tre istituzioni creditizie – Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Commissione europea – di negoziare il vero e proprio memorandum. Il programma dovrà essere poi approvato dai governi. Nel frattempo, l’Eurogruppo dovrà discutere di un prestito-ponte, tanto più necessario che il 20 luglio verranno a scadere importanti prestiti della Bce.

Nel desiderio di ricostruire la fiducia che negli scorsi mesi è stata minata da trattative inconcludenti e scelte discutibili su entrambi i fronti, i creditori hanno imposto alla Grecia la nascita di un fondo in cui verranno versati attivi per 50 miliardi di euro. Il denaro, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, verrà utilizzato per nuovi investimenti, ridurre il debito pubblico, ricapitalizzare le banche, in grave crisi di liquidità. Agli istituti di credito andranno 25 miliardi di euro.

Sul fronte del debito, attualmente al 180% del prodotto interno lordo, la cancelliera Angela Merkel ha spiegato in una conferenza stampa qui a Bruxelles che i creditori saranno pronti a discutere di un suo alleggerimento, con un aumento delle scadenze obbligazionarie e un taglio dei tassi d’interesse, dopo la prima valutazione positiva del programma che verrà effettuata dalle tre istituzioni creditizie. La ristrutturazione del debito, con un taglio del suo valore nominale, è invece fuori discussione.

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