I 10 Cigni Grigi di Internet

By -

I 10 Cigni Grigi di Internet

Così come Saxo Bank ha emesso i suoi 10 cigni neri, il sito internet di finanza MarketWatch ( che fa capo a Rupert Murdoch ) gli fa eco pubblicando i suoi 10 cigni grigi, cioè eventi molto dannosi con una probabilità però nettamente superiore di accadere.

Autogol Fed

Si parte con un cigno a stelle e strisce, e che strisce! La Federal Reserve, Fed, guidata da Janet Yellen, potrebbe rivelarsi troppo lasca con i tassi di interesse statunitensi, oppure troppo brusca. Insomma, potrebbe sbagliare a calibrare il rialzo dei tassi di interesse e incidere pesantemente su inflazione, borse ed investimenti.

Petrolio che sale
Ho fatto diversi articoli in cui si parla del calo del petrolio, come qui, qui e qui, e gli outlook sono tutto fuorché negativi (per noi) perché si prevedono prezzi bassi. Giusto ieri l’uscita del ministro del petrolio saudita che ha detto barile a 20$ Non ci darebbe problemi. E io ci carico dicendo nemmeno a noi!
Comunqnue, HSBC ritiene che il petrolio potrebbe tornare a salire vigorosamente, perché un prezzo basso invoglierebbe la domanda e quindi si innescherebbe un movimento rialzista. Lo vedo estremamente improbabile perché se, come detto, l’obiettivo dell’OPEC è quello di mandare fuori mercato gli americani con i loro petroli alternativi, rialzare dopo nemmeno un anno i prezzi di fatto li riabiliterebbe e quest’abbassamento repentino del WTI e del Brent si concluderebbe con un semplice ammanco di bilancio per tutti. Poco logico. Inoltre, l’Arabia Saudita può ancora spingere sulla produzione per manovrare il prezzo, entro certi limiti. Affermazioni di questo tipo da parte di analisti di banche così grosse, banche d’investimento, li vedo piuttosto come tentativi di influenzare il mercato, nascosti dietro al dito del eh, sai, potrebbe anche fare così il mercato, per la teoria dell’autorealizzazione delle aspettative sui mercati borsistici. Sai mai che HSBC si stia scottando come un pollo in padella con derivati sul petrolio.. sai mai che Gordon Gray, l’analista che ha sparato questa massima, non rischi il posto per investimenti sbagliati!

Europa a ferr’e fuoco
In Grecia arrivano le elezioni anticipate. Vince il partito anti euro e il Paese inizia una exit-strategy. Conseguenze non calcolabili, ma uno tsunami borsistico sicuro.

Cyber-war
Il solito trailer di attacchi non meglio precisati contro non ben precisate imprese di paesi non ben precisati.
Oramai su queste cose ci fanno film. E’ indubbio tuttavia che un rischio concreto ci sia, ma attacchi in grande stile come quello portato ai danni di Sony mi sembrano improbabili, a meno di uno scontro aperto tra diplomazie.
Probabili invece sono attacchi topo, cioè quelli che si nascondono; Per lo più però è criminalità.

Rischi di liquidità
Benché le zecche delle principali economie extraeuropee stiano lavorando a ritmo continuo, MarketWatch si dice preoccupata per una crisi di liquidità che potrebbe spuntare a seguito di un crack del mercato che si sta riprendendo in maniera così vigorosa, troppo per alcuni. Il terrore è quello di una ripresa a W, e in diversi stanno prevedendo una tempesta creditizia in arrivo.
Durante una letio-magistralis alla quale io ho assistito all’Università di Firenze, il prof. Edward Altman, un luminare della finanza USA, che ha inventato lo z-score, si è detto sicuro della deflagrazione di una bolla spinta dai tassi bassi della FED entro i prossimi due anni. E lui, ha detto, aveva anche previsto la crisi del 2007! Quindi scialla. Ci fece un ragionamento non sull’andamento dei tassi di crescita degli indici, bensì sugli spread per i junk bonds, titoli speculativi. E ci mostrò come, in modo abbastanza convincente devo dire, prima delle crisi i junk bonds avessero spread ridicoli, ai minimi. E in questi tempi la situazione si stava ripresentando.
Quindi, ad un possibile crack, seguirebbe immediatamente la gelata del mercato interbancario e una freddata sulla liquidità.

Crisi Valutarie
A seguito dei rialzi della Fed, le valute degli emergenti potrebbero entrare in crisi per il deflusso verso gli Stati Uniti. Plausibile, a fronte di un rialzo brusco.

Guerra in Ucraina
La crisi ucraina non si risolve e scoppia il conflitto. Evidenti le conseguenze.

Ebola 2 la vendetta
L’Ebola continua ad espandersi e raggiunge dimensioni allarmanti. Questo è un po’ il termometro della perspicacia media delle persone che scrivono questi articoli in America.

Possibilità di attacchi terroristici
L’ISIS non si ferma e continua a punzecchiare l’occidente, spargendo c4 a più non posso

Cina e Giappone tornano ai ferri corti per le Senkaku
Questa è molto interessante. La Cina sta attraversando, oltre ad un periodo di stabilizzazione e arricchimento della classe media, un ingrandimento della sua posizione internazionale, che a dispetto dell’economia e del peso demografico, per fortuna, rimane sottotono. Ma non tuttavia su alcune questioni che ogni poco rieruttano nelle relazioni tra Paesi asiatici. In particolare la Cina ha dispute territoriali a Nord e a Sud, ed una che preoccupa molto è quella delle isole Senkaku ( si chiamano così in Giappone ), o Diaoyudao in cinese, delle isolette per una superfice totale di 7 chilometri quadrati, che si trova nel mar cinese orientale ma sono sotto la giurisdizione giapponese. Nella disputa c’è anche la Repubblica Cinese, che non è la Repubblica Popolare Cinese, ma è Taiwan, solo che non se lo fila nessuno in realtà.
Queste isole disabitate sono sotto disputa perché danno diritto alle risorse minerarie, rotte e, non meno importante, sono un braccio di ferro diplomatico tra due stati che si odiano come la peste. Soprattutto la Cina vorrebbe riprendersele per dare uno smacco a Tokyo, con cui è in rapporti conflittuali dalle prime cruentissime e crudelissime invasioni nipponiche.
Un’escalation, per quanto improbabile, porterebbe gravissime conseguenze se dovesse degenerare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.